I ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, hanno tenuto le comunicazioni a Montecitorio sulla situazione in Medio Oriente. La Camera ha approvato la risoluzione di maggiornaza. Nel pomeriggio i due a Palazzo Madama. Meloni in Parlamento l’11 su Consiglio Ue e Iran

La guerra in Iran arriva in Parlamento: a Montecitorio si sono tenute le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, sulla situazione in Iran e nel Golfo. Per primo ha parlato il titolare della Farnesina che ribadisce: “L’Italia non è in guerra, privilegiare la via diplomatica”. Poi ha preso la parola il collega. Dopo l’intervento dei ministri è iniziato il dibattito, poi le repliche e le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni presentate dalla maggioranza e dalle opposizioni, con la prima che è stata approvata. Nel pomeriggio poi i due informeranno l’Aula di Palazzo Madama sugli stessi temi. Intanto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha detto che “Meloni mi ha comunicato la disponibilità a venire in Parlamento mercoledì 11” marzo, “anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho informato i presidenti di Camera e Senato per verificare se ci sono le condizioni”.

Via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza

L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. La risoluzione parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell’area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali”.

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Tajani: “Gravità situazione richiede responsabilità condivisa”

“La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assuzione di responsabilità condivisa”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in Aula alla Camera nelle comunicazioni sull’Iran. “Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l’Europa”. 

“100mila italiani coinvolti direttamente o meno dalla crisi”

“Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi”, ha aggiunto Tajani. “La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14 mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000”, ha detto. Di fronte agli “attacchi indiscriminati” dell’Iran ai Paesi della regione, “alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea. Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste”, ha confermato Tajani. “Siamo qui oggi per condividere con il Parlamento questa scelta. Per questo rivolgo un nuovo ancorato appello a tutte le forze politiche: il confronto è legittimo e doveroso, le differenze di vedute fanno parte della normale dialettica democratica, ma in passaggi così delicati è fondamentale essere uniti”.

“Italia in prima linea in missioni navali in area cruciale per imprese”

“Il Golfo è anche un’area cruciale per il nostro export. Nel Mar Rosso transita tra Suez e il Mar Rosso circa il 40% del commercio marittimo italiano. Per questo l’Italia è in prima linea nelle missioni navali europee Aspides e Atalanta per proteggere il traffico commerciale in un’area cruciale per le nostre imprese. Missioni che sono state rafforzate e che l’Unione Europea, come deciso nell’ultima riunione del Consiglio, andranno avanti. La nostra priorità continua a essere la protezione del tessuto economico italiano e del potere d’acquisto delle famiglie, insieme alle agenzie per l’internazionalizzazione”, ha detto Tajani alla Camera.

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Crosetto: “250 nostri militari evacuati in Arabia Saudita da altri Paesi”

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha detto: avevamo 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi in Medioriente “prima che iniziasse il conflitto e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni”. 

Crosetto: “Sistemi difesa missilistica in Medioriente e aiuto a Cipro”

“Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica”, ha detto Crosetto. “Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro”, ha anche aggiunto.  “Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato”, ha detto il ministro della Difesa.

“Se Usa ci chiederanno basi ne discuteremo in Parlamento”

“Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta. Non c’è un tema” di concessione di basi. “Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua, ma ad oggi non è successo. L’Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto. Ci dicono che durerà settimane”, dice Crosetto specificando che eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa sul territorio italiano per attacchi in Iran saranno condivise con il Parlamento. “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha replicato Crosetto rispondendo alle proteste dei parlamentari dell’opposizione che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale. “L’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all’insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire – ha aggiunto – Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”.

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Schlein: “Serve ora il no all’uso delle basi militari”

Tra le opposizioni a intervenire è stata la segretaria del Pd Elly Schlein: “Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l’articolo 11 della costituzione”. La leader Dem ha aggiunto: “Ministro Crosetto, le è sfuggito, le è sfuggito, che gli attacchi” all’Iran “erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo sei giorni. Vorrei sapere: è la posizione del governo è solo la sua posizione? Mi interesserebbe capire cosa ne pensa Meloni. Non potete rimanere schiacciati dalle strategie di Trump e Netanyahu”. E ancora, “qual è la strategia di Trump. Ha una strategia? Noi pensiamo che la transizione pacifica e democratica spetti al popolo iraniano”. Su quanto accaduto, “da Meloni nulla”, nessun commento, mentre “il premier spagnolo ha detto: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui e gli diamo tutto il supporto e la solidarietà per le minacce di ritorsione del presidente americano Trump”.

Bonelli: “Il governo sta portando l’Italia in guerra”

Angelo Bonelli di Avs ha attaccato: “Perché la presidente Meloni non è in Aula? Perché continua a fuggire dal Parlamento? È inaccettabile. Voi state portando l’Italia in guerra”, ha aggiunto. “Quando arriva un aereo militare per fare manutenzione e poi andare a bombardare” questo “significa stare dentro a una guerra e noi non siamo d’accordo”. “Non avete mai pronunciato i nomi di Trump e Netanyahu, i responsabili della guerra” e “avete dimenticato quello che quel criminale di Netanyahu ha fatto a Gaza”, ha detto ancora Bonelli.

Ricciardi (M5s) a Tajani: “Si sciacqui bocca prima di parlare di Conte”

“Avete parlato come se non fosse esistito un attacco” all’Iran, “il diritto internazionale a cui oggi vi appellate richiamando i trattati, ieri non serviva a nulla…Venite a chiedere l’uso della basi. Tajani ride, si sciacqui la bocca prima di parlare di chi ha portato in questo paese di 209 miliardi. Lei deve solo imparare da chi riusciva a parlare sia con gli Usa che con la Cina. Perché al mondo si sta così, non inginocchiandosi con il cappellino Maga”, ha detto il capogruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi nell’Aula della Camera sull’Iran rivolto al titolare degli Esteri. Durante l’invettiva del pentastellato il ministro in Aula ha reagito ridendo.

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