di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Parte la verifica dei dati tra registratori di cassa e Pos. In caso di errori il Fisco invierà lettere prima di passare alle eventuali sanzioni

Dal 5 marzo parte la verifica dei dati tra registratori di cassa e Pos prevista dalle nuove regole fiscali. In caso di errori o disallineamenti, prima delle eventuali sanzioni il Fisco invierà lettere di compliance agli esercenti. Parte così la nuova fase dei controlli sui pagamenti elettronici, con l’Agenzia delle Entrate che ha attivato il servizio online per consentire ai commercianti di collegare i registratori telematici ai Pos, uno degli adempimenti introdotti dalla legge di Bilancio 2025 e che ha l’obiettivo di rafforzare la tracciabilità dei pagamenti e migliorare la coerenza tra incassi elettronici e scontrini fiscali.

Il sistema è operativo nell’area riservata del sito dell’Agenzia e consente agli esercenti di effettuare l’abbinamento tra i registratori di cassa e gli strumenti di pagamento elettronico. Per completare la prima comunicazione c’è tempo fino al 20 aprile.



















































La misura riguarda le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026, data dalla quale è diventato obbligatorio indicare nello scontrino la modalità di pagamento utilizzata.

Come funziona il collegamento

Il collegamento tra registratori telematici e Pos non richiede modifiche tecniche agli strumenti ma consiste in un abbinamento virtuale effettuato tramite il portale «Fatture e corrispettivi».

L’esercente, anche tramite intermediario, deve utilizzare il servizio «Gestione collegamenti» e associare la matricola del registratore telematico ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui è titolare.

Per semplificare la procedura, il sistema mostra già l’elenco dei Pos comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari, consentendo agli operatori di verificare e confermare le informazioni disponibili.

Le scadenze

Per gli strumenti di pagamento già in uso al 1° gennaio 2026 o utilizzati durante il mese di gennaio, il collegamento deve essere effettuato entro 45 giorni dall’attivazione del servizio, cioè entro il 20 aprile.

Per i nuovi Pos attivati successivamente, invece, l’associazione dovrà essere effettuata dal sesto giorno del secondo mese successivo alla loro attivazione e comunque entro la fine dello stesso mese.

Prima le lettere di compliance

L’Agenzia delle Entrate ha però cercato di rassicurare gli operatori sul rischio di sanzioni immediate. In presenza di errori o disallineamenti nei dati, l’amministrazione finanziaria invierà lettere di compliance agli esercenti prima di procedere con eventuali sanzioni, consentendo così ai contribuenti di verificare e correggere eventuali anomalie.

L’obiettivo, è stato spiegato durante un recente incontro con gli operatori, è aumentare il livello di fedeltà fiscale e di emissione degli scontrini elettronici, senza adottare un approccio eccessivamente rigido nella fase iniziale di applicazione.

La fase di verifica dei dati

Dal 5 marzo al 20 aprile si apre quindi una fase di verifica dei collegamenti tra registratori di cassa e strumenti di pagamento elettronico.

In questo periodo gli esercenti dovranno controllare che i dati presenti nei sistemi dell’Agenzia siano corretti e segnalare eventuali disallineamenti.

La procedura dovrebbe risultare relativamente semplice perché si basa su informazioni già raccolte negli ultimi anni: dal 2022 gli operatori finanziari trasmettono infatti al Fisco i dati sugli strumenti di pagamento elettronico utilizzati dagli esercenti.

L’obiettivo finale della misura è rafforzare la tracciabilità dei pagamenti e migliorare il confronto tra incassi elettronici e corrispettivi trasmessi al Fisco.

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5 marzo 2026 ( modifica il 5 marzo 2026 | 13:38)