di
Giuliana Ferraino
Il rendimento medio garantito è intorno al 3%, ma un aumento duraturo dei costi dell’energia può riaccendere l’inflazione, con tassi più alti. Ecco perché il Tesoro potrebbe aumentare le cedole
Il Btp Valore ha già raccolto 13 miliardi, dopo i 2,79 miliardi di ordini ricevuti nel terzo giorno di offerta e c’è tempo fino alle 13 di venerdì 6 marzo per acquistare il nuovo titolo con scadenza a 6 anni. Ma la grande incertezza e la volatilità, che agitano anche il mercato del reddito fisso oltre ai listini azionari, riaccendono le speranze di quanti si aspettano un ritocco verso l’alto dei rendimenti offerti. Il Tesoro, come sempre, si è riservato la possibilità di alzare i rendimenti minimi garantiti alla chiusura dell’offerta. Questa volta potrebbe succedere per non penalizzare i piccoli risparmiatori, scommettono molti investitori.
Succede che oggi i rendimenti viaggino tra gli 8 e i 13 punti base sopra i livelli di apertura di venerdì 27 febbraio, quando sono stati fissati i tassi minimi garantiti per il nuovo Btp Valore. Nelle intenzioni del Mef invece il nuovo titolo di Stato dovrebbe offrire un premio di 30-31 punti rispetto ai titoli di durata analoga. Ecco perché crescono le attese per un miglioramento della remunerazione. Molto dipenderà da come andrà il quarto giorno di offerta.
Non sarebbe la prima volta che il Mef aumenta il premio offerto. Lo scorso anno il rendimento del «Btp Più» è stato alzato al 2,85 dal minimo garantito del 2,80%, mentre la cedola dei successivi 4 anni è stata aumentata dal 3,6% al 3,7%.
Nel caso dell’attuale Btp Valore, l’offerta prevede una struttura di cedole crescenti, pagate trimestralmente, e un premio finale per chi lo mantiene fino alla scadenza. Il titolo, destinato ai piccoli risparmiatori, con una durata di sei anni e paga un tasso annuo del 2,5% per i primi due anni, del 2,8% per i successivi due e del 3,5% negli ultimi due, con un premio fedeltà dello 0,8% per chi conserva il titolo fino alla scadenza. Nel complesso il rendimento medio si colloca attorno al 3% annuo.
Il calcolo del rendimento medio
Il rendimento non è particolarmente elevato se confrontato con alcune emissioni obbligazionarie del passato, ma va letto nel contesto attuale. Negli ultimi mesi l’inflazione nell’area euro è tornata su livelli vicini all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea, dopo il picco registrato negli anni successivi alla pandemia e allo choc energetico del 2022. Se questo quadro dovesse consolidarsi, un rendimento intorno al 3% offrirebbe un margine positivo in termini reali e potrebbe risultare interessante per i risparmiatori che cercano uno strumento relativamente stabile.
La valutazione cambia però se lo scenario energetico dovesse deteriorarsi. La nuova crisi in Medio Oriente, con lo scontro tra Stati Uniti e Iran, ha riportato al centro dei mercati la variabile petrolio. Anche se le quotazioni hanno rallentato dopo i forti rialzi dei giorni scorsi — con il Brent sopra gli 80 dollari al barile e il greggio americano Wti attorno ai 74 dollari — il rischio di un nuovo choc energetico resta uno dei fattori che gli investitori osservano con maggiore attenzione.
Il rischio di uno choc energetico
Un aumento duraturo dei prezzi dell’energia potrebbe riaccendere l’inflazione e costringere le banche centrali a mantenere i tassi di interesse su livelli più elevati più a lungo del previsto. In quel caso il rendimento del Btp Valore, fissato oggi, potrebbe risultare meno competitivo rispetto a nuove emissioni future. Per questa ragione alcuni analisti si aspettano che il Mef, alla chiusura delle sottoscrizioni, potrebbe annunciare cedole più generose rispetto al rendimento minimo garantito.
Lo scenario opposto è quello di un rallentamento dell’economia globale. Le tensioni geopolitiche tendono a frenare investimenti e commercio internazionale. In un contesto di crescita più debole le banche centrali potrebbero essere spinte a ridurre i tassi per sostenere l’attività economica. Se questo accadesse, i titoli di Stato acquistati oggi a tassi più alti diventerebbero relativamente più attraenti.
La ricerca di stabilità nei momenti di incertezza
Sembra un paradosso, ma è per questo che nei momenti di maggiore incertezza molti investitori aumentano l’esposizione ai titoli pubblici. In fasi di turbolenza finanziaria, i bond governativi sono considerati strumenti più sicuri rispetto alle azioni e offrono un elevato grado di liquidità. Non è raro che, nelle prime fasi di una crisi geopolitica, le Borse scendano mentre la domanda di titoli di Stato cresce.
Per il risparmiatore la scelta dipende soprattutto dall’orizzonte temporale e dalle aspettative sull’inflazione. Il Btp Valore offre una remunerazione certa e crescente nel tempo e un premio finale per chi mantiene il titolo fino alla scadenza. Non è invece lo strumento più adatto per chi teme un ritorno rapido dell’inflazione o preferisce mantenere maggiore flessibilità nel proprio portafoglio.
In altre parole, più che una scommessa sui mercati il nuovo Btp Valore resta un investimento di stabilità: interessante se lo scenario inflazionistico rimarrà sotto controllo, più discutibile se la nuova crisi energetica dovesse trasformarsi in uno choc duraturo per l’economia globale.
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5 marzo 2026 ( modifica il 5 marzo 2026 | 10:34)
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