di
Daniela Polizzi
A metà aprile previsto il rinnovo del board. In attesa di sapere chi sarà il nuovo ceo, il piano resta congelato e la fusione con Mediobanca potrebbe slittare
Luigi Lovaglio resterà al suo posto fino all’assemblea del 15 aprile quando azionisti e investitori saranno chiamati a rinnovare il board e i vertici del Monte dei Paschi. Continuerà a gestire l’operatività ma non darà seguito al programma di incontrare gli investitori per presentare il suo piano che a questo punto appare congelato in attesa del nuovo ad del gruppo bancario. Non è da escludere che anche i cda di Mps e Mediobanca, fissati martedì 10 per definire i concambi della fusione tra i due istituti, siano aggiornati. E, ipotizzano alcuni osservatori, non è da scartare l’idea che si possa arrivare a rimandare l’operazione in attesa della nuova governance.
Manager di lungo corso
Luigi Lovaglio, 70 anni, è un manager di lungo corso. Ha guidato Bank Pekao in Polonia ed è stato vertice del Creval raddoppiandone la capitalizzazione. Nel suo dna c’è la capacità di ristrutturare e rilanciare realtà bancarie. Ha preso il timone del Monte nel 2022, chiamato dal Tesoro alle prese con il nuovo salvataggio di Siena e lo ha portato in lidi sicuri attraverso un aumento di capitale da 2,5 miliardi che ha portato lo stato al 64% di Mps.
Da allora è stata una storia di risanamento e rilancio per Mps che ha consentito al Mef di ottenere un ritorno dall’investimento fatto attraverso le varie vasi di privatizzazione E ha spinto Lovaglio anche ad avventurarsi nell’offerta su Mediobanca, cosa che ha portato alla nascita del terzo player bancario in Italia. Secondo il cda in questi mesi si è però aperta la necessità di una fase nuova per gestire l’integrazione e il rilancio di Mediobanca. Da qui è emersa tra la maggioranza dei consiglieri l’esigenza di una discontinuità al vertice.
Il presidente Maione
Il 4 marzo, prima della riunione del cda, Lovaglio e il presidente Nicola Maione hanno approfondito il dialogo con la Bce che da mesi segue la costruzione della nuova governance del Monte post Opas su Mediobanca: dall’aggiornamento dello statuto con l’introduzione della lista del cda, alla stessa formazione dell’elenco dei candidati e i loro requisiti. Al centro delle conversazioni con Francoforte c’è stato l’approfondimento dello schema di discontinuità nella guida operativa della banca, scelto prima dal comitato nomine dopo settimane di confronti interni e poi confermato dal cda di ieri.
La reazione in Borsa
L’assenza del nome di Lovaglio dalla lista di 26 nomi da proporre in assemblea, ridotti poi a 20, ha preso di sorpresa il mercato che ha subito mandato in rosso del 4% il titolo di Siena (al pari di quello di Mediobanca) anche se l’azione si è poi ripresa in chiusura di giornata (-1,20%).
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5 marzo 2026 ( modifica il 5 marzo 2026 | 10:39)
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