Sono i numeri a raccontare che questa resta una gara unica, nonostante abbia in parte perso parte del suo antico fascino. Perché la Milano-Torino che tornerà mercoledì 18 marzo, tre giorni prima della Milano-Sanremo, è la più storica corsa che il ciclismo conosca in Italia. Quella del 2026 sarà l’edizione numero 107, ma in realtà la prima è stata disputata nel 1876 e quindi sarà festa grande per celebrare i primi 150 anni di storia.

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In effetti il percorso ricalca quello di un anno fa, quando ad imporsi fu Isaac Del Toro. Da lì il messicano cominciò una stagione esaltante che l’avrebbe portato a sfiorare anche il successo al Giro d’Italia, sfumato sul Colle delle Finestre. Il via da Rho non è una sorpresa, così come il passaggio da Cavagnolo, San Sabastiano Po, San Mauro prima di entrare a Torino da Sassi. Nel finale, la doppia scalata al Colle di Superga: la seconda si concluderà all’ombra della Basilica, arrivo ormai classico per una grande classica.

Lo ha sottolineato con orgoglio l’assessore allo Sport del Comune di Torino, Domenico Carretta, alla presentazione che si è svolta nella Sala 2 del Cinema Massimo: «Una gara straordinaria che arriverà in un luogo iconico come Superga. Un grande orgoglio aver lavorato per l’organizzazione: nell’ultimo anno e mezzo a Torino abbiamo avuto il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta, abbiamo fatto il triplete di ciclismo che altre città non immaginano nemmeno lontanamente». Il cast 2026? Nove squadre World Tour, compresa la UAE Team Emirates XRG di Del Toro, più undici team Professional, fra cui le quattro italiane, e due Continental.