Se l’organismo non riesce più a rispondere bene all’insulina cresce il rischio di sviluppare tumori di vario genere, fra cui il cancro al colon, al rene, al pancreas e al seno. Lo studio
Studio ampio
Numerosi studi hanno già dimostrato una correlazione fra il diabete, l’obesità e un maggior rischio di sviluppare tumori; la nuova indagine ha cercato di verificare se l’insulino-resistenza, ovvero l’elemento a comune fra diabete e obesità, possa essere già essa stessa di per sé in grado di aumentare il pericolo. Per comprenderlo i ricercatori hanno analizzato con l’intelligenza artificiale i dati clinici di circa 500mila persone che fanno parte dell’UK Biobank, un grande database che nel Regno Unito raccoglie dati genetici e clinici di volontari reclutati fra il 2006 e il 2010 e poi seguiti per anni. La scelta di valutare l’insulino-resistenza dei partecipanti attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale deriva dal fatto che «Questo parametro difficilmente viene misurato nella pratica clinica normale, ma solo in centri diabetologici specializzati», spiegano i ricercatori «Il suo possibile effetto sul rischio di tumori era finora complesso da stimare, per questo abbiamo messo a punto e validato un modello predittivo basato sull’intelligenza artificiale che per calcolare l’insulino-resistenza tiene conto di nove diversi parametri».
Correlazione con i tumori
Gli autori hanno quindi applicato il modello ai dati dei 500mila partecipanti e hanno così verificato la presenza di una significativa associazione dell’insulino-resistenza con un aumento del rischio di tumori all’utero, al seno, ai reni, all’esofago, al pancreas e al colon; inoltre, c’è un’associazione anche con il cancro della pelvi renale, dell’intestino tenue, dello stomaco, del fegato e della cistifellea, dei polmoni e anche con la leucemia. Secondo i ricercatori, valutare l’insulino-resistenza o predirla con un modello di IA può essere utile a individuare le persone a rischio di cancro, ma è anche importante, ovviamente, per identificare in anticipo chi ha una maggiore probabilità di sviluppare il diabete: è perciò un parametro che sarebbe necessario stimare più spesso, anche nella pratica clinica standard.
5 marzo 2026
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