Quando Chiara Ferragni, poco prima (ma la timeline è importante) di essere prosciolta dal processo che la vedeva imputata per truffa aggravata in quello che per tutti è il caso del Pandoro Gate, ha annunciato il suo rilancio nel mondo del business a mezzo di una candela, m’è sembrato un brutto segnale.
Anche perché a differenza di Gwyneth Paltrow, che se candela deve essere allora che sia al profumo di vagina, Ferragni raccontava che il suo prodotto profumava di “casa, e quindi di vaniglia, di caramello”. Non, quindi, di soffritto, di panni asciugati male, di detersivo scadente per pavimenti, di cavolo, di ormone adolescenziale, di sudore, o di tutte le cose di cui sanno davvero le case. No, la candela ferragnesca ribattezzata “It’s gonna be incredible” odorava di centro benessere o suite di un hotel di lusso, certo non di una casa sprovvista di qualcuno adepto alla sua pulizia 24 ore su 24.
Chiara Ferragni con la madre dopo la sentenza sul Pandoro Gate
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Ecco, la candela, arrivata poco dopo una linea di abbigliamento da lei brandizzata e non esattamente memorabile, m’era parso l’ennesimo segnale, insieme al numero sempre un pochino in calo dei follower, di un momento di crisi duro a passare. Poi c’è stata la sentenza, Chiara è stata prosciolta, e infine qualcosa è cambiato. Non i follower, che dallo scoppio del caso della finta beneficenza (o, volendo vederla come la vede lei, dell’errore di comunicazione) non sono più risaliti (ma qualcuno sostiene che per quella cosa lì servirebbe tornare a mostrare i figli, Leone e Vittoria, spariti dai social di mamma e papà dall’annuncio della separazione), ma nel suo, direbbero quelli bravi, “posizionamento”.
Chiara Ferragni torna nel front row delle sfilate
Sono tornati i brand, dileguatisi più veloci di Usain Bolt quando Selvaggia Lucarelli aprì il Vaso di Pandoro, primo fra tutti Guess, e sono tornati, cosa immaginiamo per Ferragni più importante di tutte, gli inviti in front row alle più importante sfilate delle settimane della moda. Le serviva, insomma, una non condanna per poter tornare a essere gradita ospita dei vari Ferragamo, Fendi, Cavalli, Prada, Gucci, e non più solo da stilisti emergenti che fino all’anno scorso erano gli unici a volerla (e che ora, a pensar male, potrà tornare a ignorare completamente).
Insomma, forse siamo un paese giustizialista e prima di ridare fiducia a qualcuno vogliamo sentir parlare in merito il giudice deputato, o forse due anni di purgatorio ci sono sembrati comunque sufficienti per l’espiazione delle sue colpe (per le quali, ricordiamo, aveva pagato, ma nel senso letterale del termine: tra l’ospedale Regina Margherita di Torino e i consumatori truffati, pare che Ferragni abbia elargito un risarcimento complessivo di 3,4 milioni di euro), sta di fatto che oggi Chiara Ferragni sembra tornata nel suo.
Ferragni in questi due anni è diventata un case study su come la pubblicità negativa possa stritolarti molto oltre i tuoi demeriti. E sempre in questi due anni non è riuscita, anche perché vincolata a un’altra persona, che è il suo ex e che pare che si colui che ha deciso di impedire da un giorno all’altro la pubblicazione di immagini dei figli, a distogliere la nostra attenzione dallo scandalo ad altro. Avesse potuto, ci avrebbe distratti in massa con video di Leone e Vittoria, ma non ha potuto più, ed è rimasta impantanata. Fino, ripetiamo, alla sentenza, che ha probabilmente tracciato una riga sul passato. E nel frattempo, Fedez?
Fedez, la rinascita a Sanremo e la stabilità in amore
Fedez, dopo un annetto per aria, tra sfoggio di vita extra lusso, frequentazioni al limite con ultras della curva del Milan finiti, poi, al centro di un’inchiesta (che proverebbe l’esistenza un sistema criminale strutturato finalizzato al profitto illecito attorno allo stadio San Siro), accuse di pestaggi, valzer di fidanzate, e, soprattutto, il ciclone Fabrizio Corona (che in una puntata del suo Falsissimo ha pubblicato i messaggi del rapper e della sua dama bianca con cui, da ricostruzione coronica, l’ex marito della Ferragni sarebbe stato tra andate e ritorni da prima di aver incontrato l’ex moglie) sembra star attraversando una fase all’insegna dell’impegno e della lucidità.
Tra il successo del Pulp Podcast, il ritorno sul palco del Festival di Sanremo e una relazione sentimentale stabile con Giulia Honegger, il rapper milanese sta ricostruendo la propria immagine pubblica e artistica, mostrando un lato più maturo e consapevole. La sensazione è che Federico Lucia, 36 anni, stia vivendo una fase diversa della sua carriera: meno battaglie gridate e più controllo del racconto. Una stagione in cui la musica, i nuovi media e la vita privata sembrano girare nella stessa direzione, a lui non avversa. Ha anche smesso di essere il fulcro e cuore del suo stesso racconto, dando più spazio al racconto di altri.
C’è stato, infatti, un netto miglioramento di Fedez in veste di intervistatore, man mano che Pulp andava avanti (diamo parte del merito al bravo co-conduttore Davide Marra), tanto che alcune puntate, penso a quelle sulle teoria sul Mostro di Firenze o con ospiti ex boss mafiosi pentiti o politici dalle visioni del mondo diversissime tra loro (vedi Calenda Vs Fratoianni) sono piaciute anche a chi di norma mal tollera Fedez. E questo è segno che stai lavorando bene. Poi c’è stata anche la musica, soprattutto il ritorno al palco più osservato d’Italia com’è il Festival di Sanremo. All’Ariston Fedez si è presentato con Male necessario, brano condiviso con Marco Masini. Un incontro tra due mondi che sulla carta sembravano lontani – il rap e il cantautorato pop degli anni Novanta – ma che sul palco hanno trovato un discreto equilibrio.
Il risultato è stato un quinto posto finale e soprattutto la sensazione di un artista che torna a misurarsi con la musica senza bisogno di sovrastrutture polemiche. E, ultima ma non ultima, la mossa che è sempre giusta, sembra azzeccata, sempre e per sempre acchiappa cuoricini: l’arrivo di un nuovo cucciolo di cane, chiamato Maurizio, a far compagnia al buon, vecchio Silvio. Ci sa ancora fare, Federico.
