di
Francesca Basso

L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha convocato giovedì una sessione straordinaria in videoconferenza del Consiglio Esteri Ue-Golfo

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – L’iniziativa per mettere in campo una «solidarietà europea» nei confronti di Cipro in seguito all’attacco con droni iraniani a una base britannica sull’isola, è partita dalla Francia. Giovedì mattina il presidente francese Emmanuel Macron ha sentito separatamente la premier Giorgia Meloni e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. «Hanno concordato di coordinare il dispiegamento di risorse militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso», ha spiegato una fonte dell’Eliseo. 

Anche la Spagna, criticata e minacciata dal presidente Usa Trump per non avere fornito le proprie basi militari in Andalusia a Stati Uniti e Israele per la guerra in Iran, si è unita all’iniziativa decidendo giovedì di inviare la fregata Cristóbal Colón  a Cipro. La ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha sottolineato che Madrid «dimostra il suo impegno a difesa dell’Unione europea e del suo confine orientale» e ha respinto «tassativamente» che l’invio della fregata comporti una cooperazione della Spagna con l’esercito statunitense. 



















































Madrid ha incassato la solidarietà della Germania per le minacce di Trump di ritorsioni commerciali, attraverso le parole del ministro degli Esteri Johann Wadephul (socialista), che ha corretto il tiro del cancelliere Friedrich Merz: «Non ci lasceremo dividere, resteremo uniti», ha detto il politico tedesco.

Anche la Gran Bretagna ha deciso di rafforzare le operazioni difensive nella regione con altri quattro jet Typhoon in Qatar ed elicotteri Wildcat con capacità anti-drone che arriveranno venerdì a Cipro.

Cipro non fa parte della Nato, quindi non gode della copertura dell’articolo 5 che stabilisce che un attacco armato contro un membro dell’Alleanza Atlantica sarà considerato un attacco contro tutti gli altri membri. Nicosia non ha però invocato nemmeno l’articolo 42.7 del Trattato dell’Ue che stabilisce che se uno Stato membro subisce un’aggressione armata sul suo territorio, gli altri Stati membri hanno l’obbligo di fornire aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, coerentemente con gli impegni Nato. Lo sforzo politico è quello di tenere fuori dal conflitto Unione europea e Nato per evitare un’escalation.

Italia e Spagna hanno impiegato tre giorni prima di decidere. Lunedì Atene ha inviato a Cipro due fregate e caccia F-16. Martedì Macron ha annunciato il dispiegamento della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo e della fregata multimissione Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro. Solo giovedì il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che l’Italia, insieme a Spagna, Francia e Paesi Bassi, invierà nei prossimi giorni mezzi navali per difendere Cipro in seguito all’attacco con droni iraniani a una base britannica sull’isola. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides giovedì ha parlato al telefono con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez per ringraziarli.

Sul fronte diplomatico, invece, si è mossa l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas con la convocazione giovedì di una sessione straordinaria in videoconferenza del Consiglio Esteri Ue-Golfo (Bahrein, Kuwait, Qatar, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti), che ha prodotto un documento in sedici punti sulla situazione in Medio Oriente e sugli «ingiustificabili» attacchi sferrati dall’Iran contro i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per chiedere il «rispetto del diritto internazionale» e la protezione dei «civili». Vengono «fermamente» condannati gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo e si invita Teheran a «cessare immediatamente» i suoi attacchi. 

I ministri ribadiscono il loro «impegno» per la stabilità regionale, chiedendo la «protezione dei civili» e il «pieno rispetto del diritto internazionale», del diritto internazionale umanitario e dell’obbligo di attenersi ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Inoltre i ministri ricordano poi di aver «costantemente» esortato l’Iran a «limitare» il suo programma nucleare e il suo programma missilistico balistico, invitando la Repubblica islamica ad «astenersi» da attività destabilizzanti nella regione e in Europa, nonché a «cessare la spaventosa violenza contro il suo stesso popolo». 

Sottolineano inoltre l’impegno dei Paesi del Golfo a «non utilizzare i propri territori per lanciare attacchi contro l’Iran». Ribadito anche l’«incrollabile» impegno al dialogo e alla diplomazia come mezzi per risolvere la crisi.

5 marzo 2026 ( modifica il 5 marzo 2026 | 20:17)