Firenze, 5 marzo 2026 – Una nuova tecnica, più moderna e meno invasiva, per trattare la fibrillazione atriale arriva negli ospedali della Asl Toscana centro. La metodica, chiamata ablazione a campo pulsato o PFA (Pulsed Field Ablation), è stata introdotta nei suoi tre ospedali di Santa Maria Annunziata e Santa Maria Nuova a Firenze e San Giuseppe di Empoli. I primi interventi sono già stati eseguiti con successo nelle cardiologie di Santa Maria Annunziata e Santa Maria Nuova.

Quando il cuore perde il suo battito regolare: per la fibrillazione atriale in Asl Toscana centro si pratica l’elettroporazione

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Cos’è e come funziona la PFA

La PFA rappresenta una delle tecniche più recenti per il trattamento della fibrillazione atriale, la più diffusa aritmia nei Paesi occidentali.

«La procedura mantiene l’approccio mini-invasivo delle ablazioni tradizionali, eseguite attraverso i vasi sanguigni, ma introduce una novità importante: non utilizza né caldo né freddo per intervenire sul tessuto cardiaco», spiega Andrea Giomi, responsabile della SOS di Elettrofisiologia afferente alla cardiologia Firenze 1 dell’ospedale Santa Maria Nuova, diretta da Massimo Milli.

La tecnica utilizza brevi impulsi di corrente elettrica per eliminare il tessuto cardiaco che provoca l’aritmia, senza usare calore o freddo.

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I vantaggi del trattamento

Questo consente di ridurre il coinvolgimento di strutture delicate vicine al cuore, come esofago, nervi e arterie coronarie, diminuendo il rischio di complicanze. Anche i tempi dell’intervento risultano più brevi: in media circa 50 minuti, contro le circa due ore richieste dalle procedure tradizionali. Da gennaio, a Santa Maria Nuova sono già stati trattati sei pazienti con risultati positivi.

Fibrillazione atriale, addio a caldo e freddo: nuova tecnica semplifica gli interventi al cuore

Oltre ai vantaggi clinici, la nuova metodica può avere effetti importanti anche sull’organizzazione sanitaria. La riduzione dei tempi operatori e di degenza permette infatti dimissioni più rapide e può contribuire a smaltire più velocemente le liste di attesa, in crescita per questo tipo di aritmia.

«Siamo particolarmente soddisfatti di aver introdotto questa tecnologia – commenta Pasquale Palumbo – perché consentirà alla Asl Toscana Centro di offrire ai pazienti un trattamento ancora più efficace, sicuro e innovativo. L’elettroporazione rientra in un percorso più ampio di sviluppo tecnologico e di aggiornamento professionale del personale, confermando il nostro impegno nella ricerca, nell’innovazione e nella centralità del paziente».

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I numeri della fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale rappresenta la più frequente aritmia cardiaca nella popolazione adulta e il suo peso epidemiologico è destinato a crescere in modo marcato nei prossimi decenni, con una proiezione di incidenza nel 2050, solo in Italia, di 2,5 milioni di persone. Il suo impatto sul servizio sanitario è rilevante, non solo per i costi diretti legati a farmaci, ricoveri e procedure, ma anche per quelli indiretti associati alle principali complicanze: scompenso cardiaco, ictus ischemico e declino cognitivo, condizioni che la fibrillazione atriale favorisce in misura significativa. La letteratura scientifica esprime in modo chiaro che quanto più è precoce il trattamento della fibrillazione atriale tanto più è concreta la possibilità di arginare l’evoluzione e le complicanze legate a questa aritmia. Ad oggi il trattamento che fornisce la più alta efficacia è rappresentato dall’ablazione trans-catetere. Si tratta di un intervento endovascolare mini-invasivo, svolto da cardiologi specialisti in aritmie (elettrofisiologi), in grado di “disattivare” le zone del cuore colpevoli dell’aritmia, in genere mediante il riscaldamento (termo-ablazione).

Questa tecnica, ormai validata da oltre 20 anni di esperienza a livello mondiale, è ancora gravata da alcuni limiti quali i lunghi tempi procedurali (in media 2 ore per una procedura standard), i rischi di complicanze (2-5%) e l’elevata dipendenza dall’esperienza dell’operatore.