Grande risultato per il Valtellina Sub ai Campionati Italiani 2026 di rugby subacqueo, andati in scena a Jesi, succeduti all’edizione disputata a Milano nel 2025. La squadra valtellinese conquista uno storico terzo posto, riconfermandosi – dopo il podio già ottenuto lo scorso anno – tra le realtà più solide e in crescita del panorama nazionale.

La competizione

L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di sette squadre, due in più rispetto agli anni passati, confermando la crescita e la vitalità di un movimento che, pur restando ancora di nicchia in Italia, continua a svilupparsi con determinazione. La predominanza delle grandi città è stata evidente: due formazioni di Milano, due di Firenze, una squadra di Jesi e ben due squadre del Valtellina Sub. Per l’occasione, le formazioni valtellinesi hanno accolto anche alcuni atleti della nascente squadra di Belluno, segnale concreto di collaborazione e di crescita del movimento, soprattutto in un territorio alpino che sta dimostrando entusiasmo e spirito di iniziativa.

Il cammino del Valtellina Sub è stato intenso e ricco di emozioni. Dopo una fase a gironi affrontata con determinazione, la squadra ha conquistato l’accesso alla finale per il terzo e quarto posto contro i padroni di casa di Jesi. Una partita tiratissima, conclusa sull’1-1 al termine dei tempi regolamentari. Si è quindi andati ai rigori: tre serie al meglio dei tre tiri, un susseguirsi di apnea, concentrazione e nervi saldi, fino al gol decisivo che ha consegnato ai valtellinesi un meritatissimo terzo posto, dietro alle storiche formazioni di Firenze e Milano.

La disciplina

Il rugby subacqueo è uno sport ancora poco conosciuto in Italia, soprattutto se confrontato con la grande diffusione che ha nel Nord Europa, dove rappresenta una disciplina consolidata e seguita. Nato negli anni Sessanta in Germania, si gioca sul fondo di una piscina profonda almeno 3,5 metri: due squadre di sei giocatori si contendono una palla riempita di acqua salata, che affonda, con l’obiettivo di depositarla nel canestro avversario posizionato sul fondo. Ci si muove in tre dimensioni, alternando continuamente atleti in apnea e compagni pronti in superficie per i cambi. Nonostante il nome possa evocare uno sport aggressivo, il rugby subacqueo è una disciplina in cui dominano rispetto, correttezza e un estremo supporto reciproco: senza collaborazione e fiducia tra compagni, semplicemente non si gioca.

La comunità europea del rugby subacqueo sta lavorando con determinazione per diffondere questo sport anche nei Paesi dove è ancora poco praticato, Italia compresa. In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi anni dal Valtellina Sub, che ha investito molto nella collaborazione nazionale con le altre squadre, condividendo esperienze, organizzando allenamenti congiunti e promuovendo la disciplina tra i giovani.

In crescita

I risultati non si vedono solo in classifica. Oggi il gruppo del rugby subacqueo del Valtellina Sub conta quasi 30 giocatori, un numero significativo per una realtà locale. “Siamo particolarmente fieri di avere una squadra variegata per età – dai 16 ai 70 anni – e per genere, con una forte presenza femminile anche nella prima squadra impegnata in campionato – fanno sapere dal sodalizio -. Un ambiente inclusivo, dove l’esperienza dei più grandi si intreccia con l’entusiasmo dei più giovani e dove ogni atleta trova il proprio spazio. Il terzo posto conquistato a Jesi non è soltanto una medaglia: è il simbolo di un percorso di crescita sportiva e umana. Muoversi sott’acqua, sviluppare consapevolezza del proprio corpo nello spazio, imparare a gestire il fiato e la pressione, affidarsi ai compagni: il rugby subacqueo è una scuola di disciplina e di squadra prima ancora che una competizione. Un traguardo che dà ulteriore slancio verso il futuro, con l’obiettivo di continuare a migliorare e di far conoscere sempre di più, anche a Sondrio e in tutta la Valtellina, uno sport affascinante e unico nel suo genere”.