A differenza di altre star, costrette a emigrare per raggiungere la mecca della recitazione, DiCaprio è nato a Hollywood. Sua madre era Irmelin Indenbirken, una segretaria di origine tedesca e ascendenza ucraina. Suo padre, George DiCaprio, di origini italiane e tedesche, lavorava nel mondo del fumetto underground distribuendo albi illustrati: oltre a riscuotere un certo successo con pubblicazioni come Greaser Comics, negli anni ’70 e ’80, ottenne anche una certa fama per la sua vicinanza al noto psicologo e attivista Timothy Leary, che sosteneva l’uso di sostanze psichedeliche.
La coppia si era conosciuta all’inizio degli anni ’60 a New York, quando entrambi studiavano all’università, e si era trasferita a Los Angeles con l’obiettivo di allargare la famiglia. Tuttavia, la scelta del quartiere in cui la loro prole sarebbe cresciuta non fu delle migliori. «All’angolo della mia strada c’era un grande giro di prostituzione, crimine e violenza ovunque. Per molti versi era davvero come Taxi Driver», avrebbe raccontato in seguito l’attore al Los Angeles Times.

Leonardo Dicaprio nel ruolo di Garry Buckman, per la serie targata NBC Fra nonni e nipoti.
NBC/Getty Images
Quel giovane Leonardo sognatore di 13 anni, deciso a entrare nel mondo del cinema, non poteva ricordare i genitori insieme, dato che si erano separati quando lui aveva appena un anno, anche se si dividevano la sua custodia senza alcun rancore. Nonostante le difficoltà, la futura star di Titanic non ebbe mai l’impressione di crescere in una famiglia disastrata. «I miei genitori, che erano separati, sono stati molto bravi a mantenere un ambiente solido e a far sì che nulla di quanto mi circondava mi ricordasse che eravamo poveri. Mi hanno inculcato la cultura. Mi portavano nei musei. Mi hanno insegnato l’arte. Mi leggevano libri. E mia madre guidava due ore al giorno per portarmi alle elementari», riferisce Men’s Health.