di
Francesco Sessa
È iniziato il primo Masters-1000 della stagione, negli ultimi anni scelto come il preferito dai giocatori e dalle giocatrici: dietro al suo successo ci sono gli investimenti di Larry Ellison
È conosciuto come «Tennis Paradise», il paradiso del tennis. Un’oasi nel deserto, scenario mozzafiato e niente traffico, tutto a portata di mano, comfort e venues di lusso. Indian Wells – il primo Masters-1000 della stagione, oggi l’esordio di Jannik Sinner – è il torneo preferito da tennisti e tenniste, ormai da anni, anche più dei quattro tornei del Grande Slam.
Una location d’impatto, un gioiellino costruito nel deserto della California che si è rilanciato una quindicina di anni fa grazie ai corposi investimenti di Larry Ellison, considerato il guru dell’informatica, imprenditore e informatico statunitense, cofondatore e Cto della Oracle Corporation. Nella classifica stilata da Forbes a settembre, Ellison si è piazzato al secondo posto tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di 270,9 miliardi di dollari, alle spalle di Elon Musk. È proprietario del torneo dal 2009, al momento del suo arrivo il 1000 di Indian Wells veniva da un periodo di caduta verticale, perdeva sponsor, si parlava addirittura di possibile cambio di sede.
Un giocatore che si trova catapultato nella bolla di Indian Wells è trattato come un principe. A partire dal cibo: un’offerta di lusso. Basti pensare che dentro all’Indian Wells Tennis Garden si trova Nobu, apprezzatissimo ristorante giapponese. Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e compagni, nel tempo libero, possono dilettarsi con la loro più grande passione oltre al tennis: il golf, su campi extra-lusso. Tutto a portata di mano, senza dover affrontare lo stress di spostamenti impegnativo e del traffico tipici delle grandi metropoli: Melbourne, New York, Parigi, Londra, Roma. La stessa Miami, sede del 1000 immediatamente successivo a Indian Wells (si parla, infatti, di Sunshine Double), è agli antipodi, da qui la difficoltà di passare da un torneo all’altro, anche per questioni di natura climatica.
L’Indian Wells Tennis Garden è nato nel 2000, dunque quasi un decennio prima dell’arrivo di Ellison, arrivato dopo una crisi economica pesante del torneo nel biennio 2006-2007. Ha ribaltato il torneo, rendendolo un unicum nel panorama del tennis mondiale. I comfort per i giocatori sono massimi. I 29 campi danno la possibilità a tutti di allenarsi con spostamenti minimi e senza attese. A una decina di minuti di distanza dai campi, poi, si trovano gli alberghi di lusso dove alloggiano i giocatori. Per non parlare del clima (di fatto c’è sempre il sole, ma mai temperature elevate e umidità quasi nulla) e dello scenario del deserto, che soprattutto nell’orario del tramonto offre uno scenario da brividi. Infine, il campo centrale: capienza da 16mila spettatori, il secondo impianto da tennis più grande del mondo alle spalle dell’Arthur Ashe degli Us Open. Insomma: what else? È tempo di godersi il paradiso del tennis. La location dei sogni.
6 marzo 2026
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