Nella storia delle città, soprattutto quelle che riteniamo di fondazione antica, accade spesso che incendio, una demolizione, una ricostruzione frettolosa lasciano piccoli vuoti tra gli edifici. Tipici interstizi minimi, irregolari, che nessun urbanista aveva davvero previsto e che in alcuni casi diventano cortili, passaggi, scorci improvvisi. Così, in un piccolo angolo della Germania meridionale sono diventati addirittura una strada da record. A Reutlingen, cittadina del Baden-Württemberg con un centro storico fitto di case medievali a graticcio, esiste infatti una via che sembra uscita nata per sfidare i (piccoli) limiti: la Spreuerhofstraße, riconosciuta dal Guinness World Records come la strada più stretta del mondo. Il suo punto minimo misura appena 31 centimetri, mentre il tratto più “ampio” arriva a circa 50.

La storia nasce da una circostanza piuttosto tipica nelle città europee: nel 1726 un grande incendio devastò buona parte del centro di Reutlingen. Come racconta anche il The Guardian, la ricostruzione fu rapida, pragmatica, condotta casa per casa. Tra due edifici rimase una fenditura stretta e allungata, utile per lo scolo dell’acqua piovana e per la ventilazione delle strutture. Con il tempo quel passaggio tecnico assunse un nome, comparve sulle mappe, diventò ufficialmente una strada. Il risultato oggi appare quasi surreale: una via lunga circa quattro metri che somiglia più a una piega nella città che a un vero tracciato urbano, con due pareti alte e ravvicinate, un pavimento inclinato, la sensazione di infilarsi in una crepa architettonica. Anche i turisti, che ormai hanno scoperto l’attrazione, arrivano con curiosità quasi scientifica, qualcuno prova a passarci dentro per gioco, qualcuno rinuncia prima ancora di tentare.

Il Guinness World Records ha certificato la Spreuerhofstraße come la via più stretta del pianeta, una categoria urbana che sembra nata apposta per dimostrare quanto le città possano essere imprevedibili. Se dopo il grande incendio di Chicago nacque il grattacielo, simbolo di una città che decide di crescere verso l’alto. A Reutlingen, molto più modestamente, un incendio ha lasciato tra due case una fessura di pochi centimetri. E allora mentre gli urbanisti progettano piazze monumentali, assi prospettici, boulevard generosi, la storia urbana, con la sua pazienza secolare, produce anche l’opposto: interstizi, tagli, minuscole anomalie che raccontano meglio di qualsiasi manuale come gli edifici crescano uno accanto all’altro, adattandosi a ogni centimetro disponibile.

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Sono nato a Napoli, non parlo in terza persona e non curo cose, oggetti, persone o animali. Ho studiato architettura tra il Politecnico di Milano e l’ENSA Paris-Belleville per poi laurearmi in Architettura delle Costruzioni. Mi sono occupato di allestimenti seguendo i progetti di NENDO, scrivo di grandi architetture e sto completando un dottorando in Composizione allo IUAV di Venezia. Nonostante questo, tutto regolare.