Milano, 6 marzo 2026 – Roberto Piazza non è solo un allenatore di pallavolo. È un uomo di mondo, uno studioso di ogni aspetto tattico e prima di tutto un essere umano che si ritrova a vivere, in prima persona, una situazione geopolitica incerta, con ripercussioni anche sul mondo sportivo. Oggi è infatti il ct della Nazionale maschile dell’Iran. Il parmigiano, classe 1968, è anche l’head coach della formazione di Superlega di volley dell’Allianz Milano e dopo essere stato alla guida per cinque anni della Nazionale olandese, da settembre 2024 ha accettato una nuova sfida.

Attacchi a Karaj (Iran), Beirut (LIbano) e Teheran

Attacchi a Karaj (Iran), Beirut (LIbano) e Teheran

Per quattro anni, fino ai Giochi di Los Angeles 2028, è il commissario tecnico della squadra iraniana. Da quando è arrivato, è riuscito a sfiorare pure le semifinali del Mondiale 2025 e si è recato più volte a Teheran. Un’avventura che va oltre i confini agonistici e che si scontra con ragioni politiche e culturali. Il modello italiano da sempre è considerato un’eccellenza e non a caso, per anni, anche la trentina Alessandra Campedelli ha allenato la formazione femminile e ha manifestato, sui social, la preoccupazione per non riuscire a mettersi in contatto con le sue ragazze. 

Il complesso sportivo Ba'Sat a Teheran distrutto dalle bombe americane e israeliane

Il complesso sportivo Ba’Sat a Teheran distrutto dalle bombe americane e israeliane

Stato d’animo condiviso pure dal tecnico che, nei giorni scorsi, ha mandato un messaggio ad alcuni dei suoi collaboratori e per poi non avere più notizie. La situazione è in evoluzione e pensare al prossimo torneo itinerante per nazioni, ovvero la Volleyball Nations League, sembra quasi utopico. Non solo, i continui bombardamenti nella zona medio-orientale potrebbero avere conseguenze anche sulla Cev Challenge Cup, trofeo in cui è impegnata Milano: nella serata di mercoledì, nel capoluogo lombardo, la sua squadra si è imposta contro i turchi dell’Altekma Sk Izmir con cui è previsto il ritorno il 12 marzo con tante incognite.

Una nuova ondata di attacchi ha messo in ginocchio Teheran

Una nuova ondata di attacchi ha messo in ginocchio Teheran

Dovrete andare in Turchia: c’è un po’ di preoccupazione?

“Per il momento bisogna preoccuparsi di pallavolo. Potrebbe sembrare egoistico quello che sto dicendo, ma credo che nessuno meglio di me sappia cosa può capitare, quindi è meglio pensare al campo. Di certo, non c’è un bel clima e non parlo di sport. Per il ritorno abbiamo bisogno di tutta la squadra e prima c’è una partita importante domenica a Verona (per gara uno dei playoff scudetto, ndr)”.

Ha notizie dall’Iran?

“Sono riuscito proprio mercoledì a sentire il braccio destro del presidente della Federazione. Stanno bombardando in maniera pesante. Attualmente non so altro, questo è quanto posso dire”.

Una situazione simile era successa anche la scorsa estate: durante il torneo della VNL, nel match contro l’Ucraina, eravate stati informati di alcuni attacchi subiti.

“Sì, con la differenza che eravamo lontano e ci trovavamo per il torneo in Brasile. In quell’occasione molti giocatori erano via, mentre questa volta molti sono ancora lì e non riescono a mettersi in contatto con le loro famiglie. La persona con cui sono riuscito a parlare mi ha contattato solo perché è arrivato al confine con la Turchia in maniera rocambolesca, non è una bella situazione”.