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Redazione Economia

Il quarto figlio del fondatore di Luxottica conferma al Financial Times di essere vicino a rilevare il 12,5% a testa dei fratelli Luca e Paola, esercitando la prelazione

Leonardo Maria Del Vecchio è «vicino» a un accordo per rilevare le quote dei fratelli in Delfin, la holding di famiglia che controlla EssilorLuxottica e un pacchetto di partecipazioni finanziarie come Generali, Mps e UniCredit. Dopo la scomparsa del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, il capitale di Delfin è detenuto in quote identiche del 12,5% da otto eredi: i figli dell’imprenditore, Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria, Luca e Clemente e la moglie Nicoletta Zampillo insieme al primo figlio di lei, Rocco Basilico.

Il nodo del prezzo

«Siamo vicini a raggiungere un accordo sul prezzo», ha detto Leonardo Maria del Vecchio al Financial Times, sottolineando di avere «detto chiaramente che sono disposto ad acquistare le loro quote per diventare l’azionista di maggioranza di Delfin, chiudere le questioni in sospeso relative al patrimonio di mio padre ed eseguire il suo testamento, che trova espressione nell’operato di Francesco Milleri». Le sue parole confermano quanto anticipato ieri da Il Sole 24 Ore, secondo cui lo stallo su varie questioni, compresa l’accettazione dell’eredità, ha registrato degli sviluppi
concreti con la decisione di Leonardo Maria Del Vecchio di avviare il cantiere per rilevare le quote dei fratelli Luca e Paola. Le quote (che pesano per il 25% di Delfin) ai valori di mercato delle partecipate (da Essilux a Covivio fino alle quote in Mps, Generali e Unicredit) varrebbero tra 14 e 15 miliardi anche se, secondo fonti vicine al negoziato, la transazione tra soci avverrebbe a valori più bassi.



















































I tempi dell’operazione

Il quarto figlio del fondatore di Luxottica, e chief of strategy officer del colosso Essilorluxottica e presidente di Ray Ban avrebbe inviato alla cassaforte Delfin la proposta di rilevare il 12,5% a testa dei fratelli Luca e Paola, esercitando la prelazione, come previsto dallo statuto. 

Il leveraged buyout sostenuto da un pool di banche

Nel dettaglio, Del Vecchio junior ha spiegato al Financial Times di essere in
trattativa per triplicare la propria quota fino al 37,5% di Delfin, diventando così il maggiore azionista della holding. L’operazione sarebbe strutturata come un leveraged buyout sostenuto da un pool di banche. «EssilorLuxottica è il nostro gioiello della corona e non vogliamo mai essere diluiti: Delfin deve avere cassa per finanziare un aumento di capitale un giorno, se necessario», ha detto Del Vecchio, aggiungendo che il debito dell’operazione sarebbe ripagato con i dividendi. Il trentenne ha indicato in oltre 7 miliardi di euro le riserve potenzialmente distribuibili come dividendo straordinario e ha evocato una futura politica di dividendi
superiore a un miliardo l’anno. I fratelli Luca e Paola Del Vecchio, che stanno valutando la vendita delle loro quote del 12,5% ciascuno, hanno chiesto a un tribunale del Lussemburgo di fissare un prezzo per il trasferimento delle partecipazioni. Del Vecchio ha detto di essere disposto ad attendere la decisione del tribunale o a raggiungere prima un accordo con loro. «Non
intendo fare una mossa di potere, voglio ricostruire la fiducia dopo quattro anni di dispute», ha affermato. Secondo il Sole 24 Ore l’offerta di Leonardo Maria Del Vecchio sarebbe stata ora accettata da Luca e Paola, aprendo di fatto la finestra entro cui il giudice dovrà stabilire il prezzo delle azioni in questione.

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6 marzo 2026 ( modifica il 6 marzo 2026 | 10:58)