I campioni d’Italia superano i granata (Alisson, Elmas e Casadei) e rafforzano il 3° posto con 5 punti di vantaggio sulla Roma e 8 sul quinto posto. Prima sconfitta per D’Aversa alla guida del Torino
Però! Otto punti sulla quinta (il Como), nove sulla sesta (la Juve): visto da lassù, il Mondo-Champions al Napoli sembra più vicino. Mancano dieci partite, undici per le altre: non sarà semplice, non sembra impossibile che accada di accomodarsi al tavolo delle Grandi. E il Torino, che dal Maradona esce con la prima sconfitta di D’Aversa, dopo la vittoria sulla Lazio, può aggrapparsi alla reazione orgogliosa nel finale, quella che l’ha portato al 2-1 con Casadei al 41′. Conte trova i gol di Alisson Santos (anche quello di Elmas), rivede Anguissa e De Bruyne sommersi dall’abbraccio reale d’uno stadio incredulo nel rivederli assieme; mentre D’Aversa attende che l’ultimo quarto d’ora funga da molla per evitare equivoci e paure.
pronti, gol!—
Manco il tempo di cominciarla e questa Napoli-Torino viene subito indirizzata da un’onda anomala che diviene travolgente: quel che resta a Conte della sua squadra è comunque niente male, ha una sua forza d’urto e in sette minuti apparecchia la tavola per cercare di brindare alla serata. Apre Politano (parata a terra facile di Paleari), e sinistro Olivera (deviato in angolo), per fare 1-0, nel gioioso clima ispirato dallo “show” di Sal da Vinci e dalla sua “Per sempre sì” che ancora s’avverte nell’aria: per sempre Santos, Alisson Santos, quello che deve occupare lo spazio che fu di Kvara e che in sedicesimi – in sedicesimi – qualcosa fa. Palla controllata con dolcezza, Ebosse in stato ipnotico e rasoiata nell’angolino di Paleari: 1-0
reazione—
Per la serie al peggio non c’è mai inizio, insomma. Il Torino si scuote e tenta di crederci, ha un Vlasic che va, che taglia tra le linee, che concede una battuta a Zapata (respinta da Buongiorno) e poi ci prova da solo, chiedendo al deviazione a Milinkovic-Savic. E’ una partita che va equilibrandosi, il Napoli sembra in gestione, prova con Hojlund (fuori di sinistro e alto di testa) e comunque non soffre più di tanto, anche se il cuore degli uomini di D’Aversa pulsa per quel che può.
rieccolo—
Ma l’ovazione, al rientro in campo, se la prende Frank Anguissa, che rientra dopo quattro mesi (esce Vergara) e induce all’entusiasmo uno stadio innamorato pazzo di lui. E di Alisson Santos che (4′) ci riprova, andando a sbattere sui guanti di Paleari. E’ un Napoli che si è tolto le catene, lo guida un esemplare Gilmour, e il Torino è costretto a subire: Paleari (8′) è sveglio (ancora), si oppone a Hojlund e tiene apparentemente viva la partita.
alla fiera dell’ex—
Milinkovic-Savic, Elmas, Buongiorno, Simeone, Zapata, Marianucci: Napoli-Torino è la fiera dell’ex che però diventa la serata di Alisson Santos (15′) stoppato con la «solita» giocata – da sinistra verso il centro, poi botta di destro – da Paleari. Buongiorno va vicinissimo al 2-0, colpo di testa «corretto» dalla schiena di Pedersen.
applausi—
La standig ovation per Giovanni Simeone è da brividi e precede la girata di Elmas, ecco l’ex della notte, che sa un po’ di Champions con il 2-0 al 22′: il weekend in salotto del Napoli sarà sereno, il Torino aspetterà venerdì Lecce-Cremonese e poi si concentrerà sul Parma. Però Casadei un messaggio di fiducia l’ha lanciato.
napoli-torino, la partita—
Napoli-Torino è il match che apre il 28° turno di campionato: il Napoli quest’anno non ha mai perso partite casalinghe in Serie A e l’obiettivo di Conte è utilizzare la spinta del Maradona per continuare la fuga sulle inseguitrici in lotta per la Champions. D’Aversa, arrivato da poco più di una settimana sulla panchina del Torino, vuole il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto la scorsa settimana in casa contro la Lazio.
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