I rossoneri sabato dormiranno a Milanello, i nerazzurri saranno liberi di tornare a casa, per poi rientrare ad Appiano domenica mattina. E Chivu ha fatto riposare la squadra a 72 ore dalla stracittadina
Giornalista
6 marzo – 18:34 – MILANO
I due mondi sono vicini – Milanello e Appiano sono separati da una ventina di chilometri appena -, però appartengono a galassie differenti. Sì, certo, Milan e Inter stanno progettando il nuovo stadio insieme, ma per il resto viaggiano su percorsi diversi. Nelle scelte di mercato, nella quota italiana in rosa (e soprattutto in campo), nella gestione complessiva delle rispettive proprietà. Persino il sistema di gioco ha uno sviluppo profondamente diverso nonostante sia teoricamente 3-5-2 per entrambe. E allora non stupisce che saltino fuori differenze sostanziali anche nell’avvicinamento al derby. Sì perché la settimana di Milan e Inter, ovvero il programma di lavoro stilato da Allegri e Chivu, è stato decisamente diverso. E il fatto che l’Inter martedì scorso sia stata impegnata nella semifinale di andata di Coppa Italia, è una spiegazione solo parziale.
innovatore cristian—
Partiamo dai nerazzurri perché sono loro quelli straordinari. Attenzione: straordinari in senso strettamente letterale, ovvero fuori dall’ordinario. Come mai? Semplice: Chivu ha lasciato libera la squadra giovedì, ovvero a tre giorni dalla stracittadina. Certo, con la Coppa Italia il martedì sera non è che ci fosse una gran scelta, però il rompete le righe a settantadue ore da una sfida così delicata fa un certo effetto. Non tanto perché i giocatori si scatenino in chissà quali baccanali (il “tutti a casa questa settimana” di Leao è un messaggio che immaginiamo mettano in pratica anche ad Appiano, non solo a Milanello), quanto per la preparazione tattica alla partita. In altre parole, gli allenamenti “veri” dei nerazzurri in preparazione del derby saranno soltanto due: quello di venerdì e quello di sabato. Una stranezza? Fino a un certo punto, osservando la gestione di Chivu lungo la stagione. A spiccare era stato in particolar modo il giorno libero concesso dal tecnico alla vigilia della sfida casalinga con il Lecce, a metà gennaio. Giocatori a riposo il giorno prima di una partita di campionato: a memoria, una scelta di cui non si ricordano precedenti. Chivu aveva deciso di lasciare qualche ora di libertà ai suoi perché li aveva visti un po’ stanchi mentalmente, anche perché il Lecce cadeva di mercoledì e la domenica sera i nerazzurri avevano affrontato il Napoli. E proprio contro i campani l’allenatore aveva preso un’altra decisione particolare: prima della sfida di andata al Maradona, in programma il sabato, il giorno libero era stato giovedì. Anche qui una scelta non comune, all’antivigilia di un incrocio così delicato, con l’obiettivo di rinfrancare le risorse fisiche dei suoi ragazzi.
il calcio del passato—
C’è poi l’aspetto relativo ai ritiri. Che in casa nerazzurra, molto semplicemente, non esistono. Nella stagione corrente è accaduto solo una volta, a inizio dicembre, prima della partita casalinga col Como. Nelle altre occasioni (escluse ovviamente le trasferte, che scattano il giorno prima) i giocatori hanno sempre potuto dormire a casa per presentarsi poi ad Appiano la mattina della partita. Squadra ovviamente ben contenta di questa gestione, e Chivu anche: lui è fermamente convinto che i ritiri prepartita appartengano al calcio del passato, che siano in pratica tempo perso, sottratto agli affetti e agli interessi dei giocatori. Anche stavolta, dunque, la squadra sabato dopo l’allenamento sarà lasciata libera e si ripresenterà ad Appiano domenica mattina per le ultimissime prove sul campo e l’avvicinamento al derby.
tradizione max—
Il Milan in questo contesto è assolutamente più regolare. Diciamo che Allegri è un tradizionalista. Anche quando la squadra gioca in casa, i giocatori la sera prima dormono a Milanello. Succederà anche stavolta, come da prassi. Sabato, alla vigilia, la squadra si allenerà al pomeriggio e poi rimarrà a Carnago, pronta per l’ultimissima sgambata della domenica mattina. Lungo la settimana, come sempre accade quando le settimane sono sgombre da impegni, Allegri ha fatto svolgere anche una doppia seduta (mercoledì), suddivisa tra palestra la mattina e campo al pomeriggio. Più in generale, Allegri considera Milanello uno dei massimi collanti per un gruppo reduce da una scorsa stagione dove si era smarrito – fra le varie problematiche – anche il senso d’appartenenza. Max ha quindi (ri)messo Milanello al centro del mondo rossonero. Una seconda casa da vivere appieno, con regole chiare e piuttosto severe, basate tutte sullo spirito di gruppo e la condivisione collegiale degli spazi. L’unica “stranezza” stagionale di Allegri si era verificata nel lungo avvicinamento alla partita col Bologna del 3 febbraio, quando i due giorni liberi concessi di Max non erano stati consecutivi, ma separati: uno il lunedì e l’altro il venerdì.
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