Bologna, 6 marzo 2026 – Ci siamo, questa volta è davvero il rush finale per i cantieri del tram. Sul calendario è cerchiata in rosso (e in verde, a questo punto…) la fatidica data del 30 giugno 2026, cioè quando scade il termine per completate le opere legate ai fondi del Pnrr. Opere che, va ricordato, non vanno ultimate in toto, ma per il 90%. E la sensazione è quella che il Comune stia accelerando per arrivare in dirittura d’arrivo e non correre, in ogni caso, il rischio di rallentamenti.

Cantieri attivi anche di notte (come nel caso di via Lame, con le proteste segnalate dai residenti a Confabitare), l’intervento-lampo di otto giorni sul sottopasso di Corticella, la nuova programmazione di marzo con diversi sprint (a partire dalla riapertura di via San Felice il 23 marzo, con “festa di inaugurazione” il 21). In più resta in ballo il dossier Pilastro, con l’intervento sul ponte di San Donnino che consentirebbe alla ‘Rossa’ di arrivare al Caab e a Fico: al momento l’ultimo tratto è stato stralciato in attesa della riqualificazione del cavalcavia e si è parlato di un ulteriore intervento da circa 15 milioni, mentre il Comune sostiene che il tratto resti “una priorità” e di “essere vicino a una soluzione”. Insomma, il rush finale.

Come non perdere i fondi europei del Pnrr Massimiliano Donati

Nel caso specifico del tram, per non rischiare di dover restituire i fondi in arrivo da Bruxelles, vanno completati i cantieri dal terminal di Borgo Panigale fino al capolinea Fiera-Michelino per quanto riguarda la linea rossa. E poi ancora dalla Fiera verso via Serena, viale della Repubblica e via San Donato fino alla fermata di San Donnino: praticamente l’intero tracciato fatta eccezione per l’ultimo pezzo, quello della ‘discordia’ tra Comune e autostrada, che va dal cavalcavia fino al Pilastro e al Caab, ‘allacciando’ nel mezzo anche Fico e ‘Futura’, il Museo dei bambini e delle bambine tanto discusso.

Per la linea verde, invece, i paletti del Pnrr impongono di ultimare l’infrastruttura dal capolinea di via dei Mille fino alla fermata denominata ‘Shakespeare’ e all’intersezione con via Bentini. “In base allo stato attuale di avanzamento dei lavori, il Comune conferma pertanto il raggiungimento dei target previsti dal Pnrr entro la data del 30 giugno 2026”, certificavano Palazzo d’Accursio e la Regione a fine dicembre.

Si accelera in centro (e non solo): lavori anche di notte in via Lame

A Porta San Felice e in via Lame, dove la linea rossa vedrà uno snodo fondamentale con lo scambio in via Riva di Reno e la ‘biforcazione’ tra i convogli in direzione centro e quelli in direzione periferia, i cantieri stanno accelerando. Lo confermano anche il fatto che gli operai sono al lavoro pure nelle ore notturne e che i residenti continuano a segnalare diversi disagi legati al rumore.

La denuncia è stata raccolta da Confabitare: “Numerose segnalazioni sono arrivate alla sede di Confabitare da parte dei residenti di via delle Lame, esasperati per i lavori stradali legati al cantiere della tramvia effettuati la notte scorsa da mezzanotte alle 5″.

“Il Comune ha indicato una data di conclusione dei lavori e vuole arrivare al risultato finale nel modo più rapido possibile – dichiara Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare –, ma accelerare i tempi non può significare sacrificare completamente la qualità della vita di chi vive nella zona. Il diritto al riposo dei cittadini deve essere rispettato”.

“Confabitare segnala che molti abitanti della zona hanno denunciato rumori continui di mezzi e macchinari e una situazione di forte disagio protrattasi per diverse ore. Alcuni, in modo ironico ma significativo, hanno perfino intonato ‘Nessun dorma’, la celebre aria della Turandot di Puccini, a sottolineare l’insonnia forzata – insiste Zanni –. Non si può trasformare un intero quartiere in un cantiere notturno senza un adeguato confronto con i residenti, peraltro già provati dai lavori diurni e dai disagi causati dal cantiere sotto casa. L’associazione chiede quindi all’amministrazione comunale di valutare modalità operative che evitino i cantieri notturni e di aprire un dialogo con i residenti, per evitare che situazioni simili si ripetano nelle prossime settimane”.

Intervento sul sottopasso di Corticella, il Comune: “Possibili disagi legati ai rumori”

Si appresta a iniziare, intanto, l’intervento di allargamento e riqualificazione del sottopasso ferroviario lungo via di Corticella, in zona ippodromo, legato ai cantieri del tram. Via alle operazioni da mercoledì 11 marzo a giovedì 19 marzo: sarà necessario operare su più turni, in tutto l’arco della giornata, per affrontare “una delle opere strutturali più delicate e impegnative legate alla linea verde”. Si tratta del terzo intervento di questo tipo, dopo i lavori nei due sottopassi della Persicetana, ma del primo nel cuore di una zona residenziale, l’unico a fare i conti con un costruito preesistente che include anche quattro binari ferroviari.

“Un’esecuzione complessa”, secondo il Comune, programmata in una finestra temporale di “appena otto giorni” – dalle 23 di mercoledì 11 alle 5 di giovedì 19 – per “ridurre l’inevitabile impatto sulla vita della città e sulla quiete del quartiere, oltre che sul traffico ferroviario”.

“Per comprimere i tempi, non è stato purtroppo possibile escludere l’attività 24 ore su 24 e i prevedibili disagi a livello di rumore“, comunica Palazzo d’Accursio. L’intervento consiste “nell’ampliamento del sottopasso esistente, per consentire una volta terminati i lavori la compresenza della circolazione tranviaria, veicolare e ciclo-pedonale”.  

Il programma dei lavori del tram di marzo
Massimiliano Donati

In zona San Donnino e in Bolognina tra martedì 10 e mercoledì 11 marzo il cantiere nel tratto compreso tra via Zagabria e la tangenziale si sposterà al centro della carreggiata. È confermato per lunedì 9 marzo, invece, l’intervento già annunciato in via Ferrarese bassa, ma con una variazione rispetto a quanto comunicato in precedenza.

Nel cuore di Corticella, poi, a partire dal 16 marzo è prevista la chiusura di due intersezioni per consentire la posa del materiale rotabile. Si tratta dell’incrocio Corticella-Don Fiammelli, che resterà interdetto per due settimane, imponendo l’ingresso e l’uscita da via dei Giardini, e di quello tra Jack London e via Sant’Anna con accesso esclusivamente da via Bentini e per un periodo superiore, ovvero per tre settimane (ad eccezione dei lunedì, quando il transito sarà reindirizzato attraverso via Gorki, in ragione del mercato rionale). Nella stessa area, nel corso del mese, sarà interdetta la svolta verso via Bentini per consentire il completamento del lato ovest della curva tranviaria tra via Sant’Anna e via Byron. Ci si avvicina così a quello che sarà l’assetto definitivo della viabilità su Byron, dove dal 2027 il tram transiterà in sede promiscua condividendo la carreggiata con il traffico veicolare. Si segnala, inoltre, lo spostamento dell’edicola ora situata nei pressi di via Pinardi in via Jack London: un piccolo trasporto eccezionale calendarizzato alle 9.30 del 12 marzo.

I lavori di posa dei binari – che consentono come di consueto l’accesso ai residenti regolati da movieri – in programma in questi giorni sono localizzati:

– in via Emilia Ponente, nell’incrocio tra Pertini e Prati di Caprara (tra le 22 e le 5 del 4, 5 e 11 marzo) e nel tratto compreso tra il ponte della ferrovia e via della Pietra (tra le 23 e le 5 dell’8 marzo)

– in via delle Lame (tra le 24 e le 5 del 4 marzo e tra le 22 e le 5 dell’11 marzo)

– in via dei Mille, nel tratto compreso tra via Montebello e piazza dei Martiri (tra le 22 e le 5 del 10, 11 e 12 marzo)

– in via San Donato, nel tratto compreso tra Andreini e Kharkov (tra le 22 e le 5 del 12 marzo)

– in via di Corticella, nel tratto compreso tra via Bassanelli e via di Saliceto (tra le 22 e le 5 del 10 e dell’11 marzo, con l’inversione del senso di marcia di via Fratelli Musi)

– in via di Corticella, nel tratto compreso tra via Fiammelli e via Lipparini (tra l’1:30 e le 4:45 del 9 marzo)

– in via Bentini, nel tratto compreso tra via Lipparini e via Colombarola (tra le 10 e le 16 del 6 e 12 marzo e tra le 24 e le 5 del 9 marzo).

Nelle notti dal 9 al 13 marzo, sempre tra le 22 e le 5, continuano gli interventi nel tratto di via Marco Emilio Lepido compreso tra la nuova rotonda di Borgo Panigale e via Caduti di Amola per il montaggio dei cavi Parafil, senza modifiche alla viabilità ordinaria. Le stesse operazioni, nelle medesime date e orari, sono previste anche in viale Aldo Moro agli incroci con via Stalingrado e via Serena.

Il dossier Pilastro: scontro tra Comune e Lega in Question time

Resta in ballo, come detto, anche l’ultima tranche del progetto da San Donnino al Pilastro, con l’intervento di riqualificazione al cavalcavia legato al ‘pacchetto’ dei lavori del Passante. Con l’ampliamento di autostrada e tangenziale in stallo, però, anche l’arrivo della ‘Rossa’ al Caab è rimasto congelato. Resta, in ogni caso, lo scontro tra maggioranza e opposizioni: da un lato il lavoro “proficuo” tra Comune, Autostrade e ministero dei Trasporti per sciogliere il nodo del ponte di San Donnino, così da portare il tram fino al Pilastro; dall’altro, lo scontro politico tra amministrazione e centrodestra a livello locale, con la Lega in prima fila.

E’ quello che emerge dal dibattito che si è svolto in Question time sulla base delle domanda rivolta all’assessore alla Mobilità, Michele Campaniello, dal leghista Matteo Di Benedetto. “A quest’ora avremmo dovuto avere il manufatto già realizzato dal gruppo Autostrade per i lavori del Passante”, ricorda Campaniello, ma “qualcosa è successo negli uffici romani, nei quali non siede il Pd, ma altre forze politiche”.

“Qualcuno ha voluto fermare un progetto – continua l’assessore riferendosi al Passante – che portava con sé una serie di opere complementari e di adduzione che sono completamente ferme. Qualcuno ha creato il problema e questa amministrazione sta cercando una soluzione. Stiamo portando avanti un lavoro proficuo con Autostrade e per certi versi anche con il ministero che, evidentemente, di fronte a una situazione di impasse che in parte ha determinato e in parte ha subito, si trova davanti a infrastruttura che dev’essere completata. Stiamo lavorando affinché nodi strategici come il ponte di San Donnino vengano stralciati dal progetto Passante, dando così la possibilità di riprogettare l’intervento sapendo che il ponte non verrà più rifatto, perché nelle migliori prospettazioni verrà consolidato e quindi non sarà il ponte sul quale avremmo dovuto far transitare la tranvia, come da progetto condiviso con Autostrade”. L’assessore attacca poi il minsitro Matteo Salvini, leader della Lega: “Il Carroccio potrebbe concentrarsi non sulle domande in Question time, ma su “qualche richiesta da formulare negli ambienti romani”.

Di Benedetto non ci sta: “Campaniello fa sorridere. Il Comune ha fatto la progettazione economica e finanziaria di un’opera che evidentemente manca delle risorse necessarie, ma se invece ci sono ‘carte scritte’ che obbligavano Autostrade e Ministero a realizzare il ponte, allora invito a portarle in Tribunale”.

Gabriele Giordani (Fdi), poi, rileva che secondo Campaniello il Governo ha bloccato l’opera, ma ora si sta attivando per risolvere: “Un corto circuito che potrebbe essere evitato perché con le polemiche non si va da nessuna parte”. Dal Pd, per Giulia Bernagozzi “è fuorviante dire che il Comune non ha fatto un buon progetto quando c’era incardinato, al suo interno, un progetto che è stato stralciato da chi oggi chiede coerenza”.