Tra gli ospiti anche Eleonora Pedron, Giorgio Tirabassi, Antonio Catania, Giulia Bevilacqua, Donatella Finocchiaro, Barbara Bouchet ed Edoardo Purgatori, oltre ad Achille Lauro, Patty Pravo e Leo Gassmann, sul palco assieme a Marco D’Amore e Alessio Lapice.

È necessario, ha detto Andrea Delogu, «metterci la faccia: mi ha colpito che quest’opportunità sia stata costruita sull’affetto e sulla necessità, tra amici che mostrano l’importanza di esserci». Parla anche e soprattutto a livello personale: «Vengo da una famiglia che lavora negli ospedali, mia sorella da 21 anni opera nel reparto pediatrico e quando posso vado in corsia a trovarla. Per questo per me essere presente per cercare nuove cure è come cambiare lo sguardo. A volte, invece, disimpariamo a essere empatici. Invece fin da piccola i miei genitori mi ripetevano che “gli altri siamo noi” e io ero convinta fosse una frase inventata da loro, ignoravo fosse una canzone!».

Marco D'Amore e Achille Lauro

Marco D’Amore e Achille Lauro

Giovanni De Angelis

Le fa eco Marco D’Amore, uno degli artisti a salire sul palco della manifestazione: «Per me essere qui vuol dire ricordarci che oltre al trambusto di tutti i giorni abbiamo la possibilità di dedicare un attimo, anche se poco, un pensiero verso chi è altrove e soffre». L’attore, che come regista ha sempre lavorato con i bambini e si è lasciato guidare dalla loro «incrollabile speranza», ha detto a Vanity Fair di «essere cresciuto in una famiglia di infermieri. Le tre sorelle di papà hanno lavorato all’Ospedale SS. Annunziata di Napoli, nei reparti pediatrici e ricordo ancora le feste con tutti i cugini insieme, da piccoli. Anche nei momenti di massima felicità pensavamo a quei piccoli, sensibilizzati all’idea di condivisione».