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Daniele Dallera e Daniele Sparisci
Angelo Binaghi compra i diritti dell’Atp di Bruxelles e verrà introdotto un torneo 250 sull’erba
Milano come Wimbledon. Anche se la tendenza del titolista è irresistibile, aggiustiamola così: Milano come Halle, oppure come il Queen’s, o almeno all’inizio come Eastbourne e Stoccarda. La realtà è comunque da raccontare e la notizia c’è tutta: in un tennis tricolore da Oscar, tre italiani tra i primi 15 al mondo non si erano mai visti, Milano nel 2028 diventerà casa di un torneo Atp 250 che si giocherà sull’erba. Sarà il primo torneo disputato su questa superficie in Italia.
Nasce da una mossa vincente di Angelo Binaghi, presidente manager della Federtennis, uomo che dorme poco e lavora molto, attivissimo, ha formato una bella squadra, è fortunato perché si è ritrovato tra le mani il fenomeno Jannik Sinner, ha delle idee e se capisce che sono buone passa all’azione. Si viene a sapere da ambienti europei che la Federtennis ha acquistato dall’Atp i diritti del torneo di Bruxelles, dove sono felici, l’affare l’hanno fatto anche da quelle parti: la Federazione lo avrebbe pagato 24 milioni di dollari più il 10 per cento che va all’Atp. Organizzato da una società di Dubai, anche qui ha giocato un ruolo la fortuna di Binaghi perché l’accordo è stato siglato il giorno prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran: il tempismo nella vita è tutto.
Calendario, diritti tv e upgrade: il piano del nuovo torneo
Il torneo di Milano sull’erba verrà messo in calendario dopo il Roland Garros, questa una delle condizioni poste dall’Atp. Il programma di Binaghi è quello di cercare un upgrade promuovendo con il passare di qualche anno il torneo da 250 a 500. Quanto ai diritti tv non ci saranno problemi: Mediaset è sempre più sensibile, lo ha dimostrato con il chiaro delle Atp Finals 2026. Anche se i diritti vengono trattati in blocco da Atp Media e fino al 2028 sono di Sky…
Pensando e guardando il calendario, Milano sull’erba, sistemato dopo il Roland Garros, sarà molto difficile, quasi impossibile, per ora, che possa avere Sinner o Alcaraz: due star di questo livello, dopo Parigi, cercheranno un’oasi di pace o di riposo e non saranno a Milano. Chi non andrà in vacanza saranno Binaghi e la Federtennis. Seppure blindati nel loro silenzio, hanno elaborato un vero e proprio piano industriale per continuare a crescere e superare il calcio.
Forte dei risultati economici degli Internazionali di Roma dove le vendite della biglietteria crescono del 30 % in più rispetto al record dell’anno prima e delle Atp Finals di Torino dove l’aumento è addirittura del 41%, il tennis chiede spazi e strumenti economici per svilupparsi ulteriormente e per capitalizzare il boom di appassionati (16,9 milioni in Italia) e di tesserati (oltre 1,25 milioni, il +266% dal 2020). Insieme al padel garantisce entrate fiscali superiori a 1,2 miliardi ogni anno dando occupazione a oltre 57 mila persone. Numeri da ritoccare al rialzo in base alle più recenti analisi in evoluzione, l’esempio del pickleball è una felice testimonianza, che impongono una linea d’azione rapida e decisa. La direzione obbligata per l’espansione porta al Nord Italia, creare a Milano una base importante (al di là del futuro torneo) è una questione vitale. Un altro obiettivo è aprire il centro tecnico federale a Milano, con l’amministrazione comunale ci sono già stati colloqui per individuare le aree sulle quali costruire campi e strutture all’avanguardia. Sullo sfondo resta un altro grande sogno: convincere il governo a organizzare un torneo Slam nel nostro Paese. Tempo al tempo, ma la macchina di Binaghi viaggia a velocità da F1.
7 marzo 2026 ( modifica il 7 marzo 2026 | 08:51)
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