Un tesoro da 10 milioni di euro svanito nel nulla e la favolosa villa sull’Appia Antica ridotta a magazzino abbandonato. Oltre a una montagna di debiti. È quanto resta del patrimonio di Gina Lollobrigida, una delle dive più celebrate del nostro cinema, morta a 95 anni il 16 gennaio 2023. Attorno ai brandelli dell’eredità, una faida fra tre uomini che si accusano di tradimenti, plagi e ruberie: il figlio Milko Skofic, l’assistente, Andrea Piazzolla e Javier Rigau, l’imprenditore spagnolo che si proclamava suo marito “per procura” e reclama il ruolo di vedovo ufficiale.

Tutti e tre giurano di averle dedicato la vita ma uno dei tre forse mente: sarà il pubblico a decidere da che parte stare. È la scommessa di Gina Lollobrigida: diva contesa, prima docu-serie originale italiana di HBO Max (Indigo Stories e Loft Produzioni), in tre episodi, disponibili dal 3 aprile.

Intimità

Il lungo trailer che abbiamo visto in anteprima rivela una Lollobrigida inedita, colta nell’intimità domestica mentre sbuccia un frutto per Piazzolla, gioca sul gonfiabile in piscina e si addormenta dolcemente accanto a lui, che la cura con premurosa devozione. Non mancano i racconti flamboyant jet privati, vacanze da 120mila euro al mese, feste con Berlusconi e Ricky Martin e i siparietti esilaranti della diva con il suo linguaggio spesso sboccato, destinati a diventare virali sui social.

«Non avremmo fatto la serie senza tutti e tre i protagonisti spiega uno degli autori, Matteo Billi (Il giovane Berlusconi), noi non sposiamo nessuna tesi, lasciamo che ognuno racconti la sua versione». E ogni frammento di queste verità risulta verosimile, come nel film di Kurosawa, Rashomon. «Abbiamo scelto di intervistare solo persone che erano vicine alla Lollobrigida o lavoravano per lei, non ci interessavano opinionisti famosi», aggiunge l’altro autore, Carlo Antinier (Raffa), che cita la serie Succession fra le ispirazioni insieme ad altri casi di cronaca su patrimoni contesi, da Sordi a Margherita Agnelli.

Il tema

L’eredità è un tema narrativo universale, come pure le dinamiche relazionali con i genitori che invecchiano e il pubblico non fatica a immedesimarsi. «Lasciare un bene a uno significa “ti ho amato più di quell’altro” aggiunge Billi – e qui c’è anche la figura dell’usurpatore, così come è stato etichettato Andrea Piazzolla». La Lollo aveva incontrato il ragazzo nel 2009, lui ha 21 anni, viene da Tor de’ Cenci e inizia come fattorino alla villa sull’Appia. Dopo aver guadagnato la sua fiducia, negli anni diventa manager, assistente, factotum e badante della diva.

«Quando arrivai, Gina era sola racconta lui nella serie con me ha ripreso a vivere». La “Bersagliera” non faceva mistero di essere stata delusa dal figlio, Milko e dal nipote, Dimitri. In un’intervista del 2018 a DiPiù dichiarava: «Si sono allontanati, non si sono presi cura di me come mi sarei aspettata». Ma per Skofic, quello fra sua madre e Piazzolla non era il legame speciale di un’anziana signora con un ragazzo, alla maniera del film Harold & Maude.

La vicenda

Lui l’avrebbe plagiata, isolata e costretta a vendere gioielli e appartamenti, intascandosi i soldi. Poco prima della morte di Gina, il figlio le aveva imposto un amministratore di sostegno, scatenando l’ira della Lollo e allontanandolo definitivamente da lei. «Ora non resta che la villa vuota. Abbiamo venduto i mobili e arredi preziosi per pagare i creditori, dove sono finiti tutti i soldi?» si chiede Skofic.

C’è spazio anche per il racconto di un misterioso conto in banca collegato alla Lollo, che fa parte dei Panama papers: chi può attingervi, perché lei lo ha aperto, quanto denaro c’è? E non può mancare la narrazione della vicenda giudiziaria, con la condanna in primo grado di Piazzolla nel 2023 per circonvenzione d’incapace.

Moralismo

In attesa dei prossimi gradi di giudizio, la difesa parla di «processo viziato dal moralismo censorio verso una donna anziana che ha vissuto i suoi ultimi giorni felice, grazie alle cure affettuose di un giovane». In una scena emblematica della serie, il ragazzo replica ai suoi accusatori: «Perché non siete venuti e non l’avete liberata?»

La verità ha sempre due facce in questa telenovela e secondo Antinier «Piazzolla era attratto dal mondo dorato in cui viveva la diva – insieme hanno comprato 28 macchine in 2 anni – ma è pur vero che le ha dedicato 14 anni della sua vita. E se lei avesse dilapidato tutto per punire il figlio?»

Così, a lui lasciava solo il 50% della villa – come le imponeva la legge – da dividere proprio con l’odiato protégé della madre. Uno dei tre episodi è dedicato a Javier Rigau, che detesta Piazzolla perché lo avrebbe allontanato dalla Lollo, ma allo stesso tempo ha fatto causa a Skofic, reclamando la restituzione di un prestito da 1,3 milioni di euro fatto alla donna.

Secondo Antinier: «Lo hanno definito opportunista cinico, ma lui è un uomo già ricco: perché dubitare del suo amore?» Gina è morta felice? Billi non ha dubbi: «È stata un’icona dell’autodeterminazione femminile. Ha difeso Piazzolla fino all’ultimo, fregandosene dei detrattori. Ma ha anche sofferto perché i suoi meriti artistici sono stati oscurati dalle questioni giudiziarie e per questo non ha ottenuto il riconoscimento finale che aveva sempre sognato: un Leone d’oro o un Oscar alla carriera».


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