di
Marco Bonarrigo

Il Marziano è arrivato lievemente più tondo del solito ma con l’occhietto feroce di sempre. Mathieu Van Der Poel e non solo, chi lo può impensierire

Come sempre senza filo e senza rete, oggi un Tadej Pogacar in versione biondo platino volteggerà su Piazza del Campo cercando di stupire con acrobazie ed effetti speciali. Come può riuscirci uno che ha vinto (quasi) tutto in (praticamente) tutti i modi possibili? Semplice, provando a conquistare cinque classiche-monumento in 50 giorni senza prendere fiato: o la va o la spacca, nessuno ci è mai riuscito prima.

La Strade Bianche, a dirla tutta, è «monumento» a furore di popolo e non ancora di diritto ma folla, pathos, tutto esaurito negli hotel e sugli sterrati sono all’altezza degli scenari fiamminghi. Pogi cerca il quarto trofeo che lo lancerebbe bene verso l’obiettivo per lui più difficile, la Milano-Sanremo del 21 marzo. Poi verranno il tentativo di tripletta al Fiandre, la rivincita alla Roubaix e il possibile poker alla Liegi.



















































A Siena il Marziano è arrivato lievemente più tondo del solito ma con l’occhietto feroce di sempre. Per uno che ama gli effetti speciali, oltre che bianche queste sono strade perfette: 50 chilometri di fuga solitaria nel 2022, 80 nel 2024, «solo» 18 lo scorso anno, dopo una clamorosa rimonta post caduta.

Chi e come oserà dar fastidio al Marziano rovinando la sua recita dal primo atto? L’unico che a volte regge il suo ritmo, Mathieu Van Der Poel, ha dato forfait. La Strade Bianche Mathieu l’ha stravinta nel 2021 e il fuoriclasse olandese non vuole rischiare su sterrati lunghi con un rapporto peso/potenza meno vantaggioso di quello di Tadej. Ci saranno il funambolo inglese Tom Pidcock, l’ultimo a cedergli nel 2025, e l’irlandese Ben Healy che fu terzo, ci sarà Wout Van Aert, ci sarà il 19enne Paul Seixas, super talento francese già idolatrato dai nostri affamati cugini. Sul fronte azzurro, detto che abbiamo vinto la corsa una sola volta in 20 anni (nel 2013 con Moreno Moser), occhi puntati sul debuttante Giulio Pellizzari: il marchigiano non è capitano della Red Bull Bora ma vederlo muoversi nel polverone ci darà buoni indizi per il Giro d’Italia.

Pogi, dal canto suo, copia e incolla le dichiarazioni di cento vigilie precedenti. «Questa corsa mi piace moltissimo, sono allenato bene, l’idea che mi sia stato intitolato un tratto di sterrato (sul Colle Pinzuto, ndr) mi esalta. Il fatto di avere a fianco un compagno come Isaac del Toro è una garanzia». Il via alle 11 e 40, i chilometri da percorrere sono 203 di cui 63 su strade sterrate, divisi in 14 settori. Occhi puntati sul circuito finale e sul traguardo più bello del mondo dove Pogacar o chi per lui piomberà dalle 16 e 20 in poi.

7 marzo 2026 ( modifica il 7 marzo 2026 | 09:34)