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Nicolò Fagone La Zita
Lo ha deciso l’Antitrust liberando 8 corse. A Porta Susa nel 2027. Una rivoluzione che potrebbe abbassare i prezzi sulla Torino-Milano-Roma-Napoli e la Torino-Milano-Venezia. E per i regionali arriva Renfe
Per chi ogni mattina sale su un treno da Torino verso Milano o per il resto del Nord Italia, presto potrebbero esserci importanti novità. Più operatori, più treni e, almeno nelle intenzioni, prezzi più competitivi e servizi migliori a bordo dei treni low cost francesi Ouigo. La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di accettare gli impegni del gestore della rete Rete Ferroviaria Italiana apre infatti la strada a nuovi protagonisti nel sistema ferroviario italiano, con effetti che potrebbero riflettersi anche sulla quotidianità dei pendolari piemontesi.
Alta velocità alla francese
Il dossier più rilevante riguarda l’alta velocità. La compagnia francese Sncf Voyageurs, attraverso la controllata Sncf Voyages Italia, guarda da tempo al mercato sabaudo con l’obiettivo di affiancarsi agli operatori già presenti, cioè Trenitalia e Nuovo Trasporto Viaggiatori (che gestisce il marchio Italo). L’istruttoria dell’Antitrust, avviata per verificare possibili ostacoli all’ingresso di nuovi operatori, si è chiusa con il via libera agli impegni presentati da Rfi per garantire condizioni di accesso più eque alla rete. Il primo risultato concreto riguarda l’assegnazione iniziale di una quota di slot ferroviari — diciotto tracce orarie — che consentirebbero ai francesi di programmare l’ingresso nell’alta velocità italiana. Il progetto industriale di Sncf prevede l’introduzione di quindici nuovi treni ad alta velocità e fino a tredici collegamenti quotidiani tra Torino, Milano, Roma, Napoli e Venezia. L’obiettivo dichiarato è trasportare oltre dieci milioni di passeggeri all’anno, con un’offerta basata su prezzi competitivi, maggiore capacità e standard elevati di comfort.
Le trattative
Non si tratta però ancora di un via libera definitivo. Per rendere sostenibile l’investimento, la società francese chiede ulteriori garanzie: l’accesso a un numero sufficiente di slot ferroviari, la disponibilità di impianti di manutenzione in Italia e il completamento delle procedure di omologazione dei nuovi convogli. Senza queste condizioni, spiegano da Sncf, il piano industriale rischia di non raggiungere la massa critica necessaria per partire.
Effetto concorrenza
Se le tessere del puzzle andranno al loro posto, l’arrivo dei treni francesi sulla rete italiana potrebbe concretizzarsi a partire dal settembre del 2027. Il progetto prevede l’introduzione di treni a due piani a marchio Ouigo, finora assenti nel Paese, lungo i principali assi Torino-Milano-Roma-Napoli e Torino-Milano-Venezia. E si tratta di una rivoluzione copernicana per i pendolari dell’alta velocità. Perché il marchio Ouigo si Sncf si propone come proposta di viaggio low cost, a prezzi calmierati.
Inoltre l’ingresso di un terzo concorrente internazionale aumenterebbe ulteriormente la pressione competitiva, con effetti potenzialmente rilevanti su prezzi, frequenze e qualità dei servizi.
Rivoluzione regionale
Ma la partita della concorrenza ferroviaria non riguarda soltanto i treni veloci. Sul fronte dei servizi regionali si muove infatti un altro protagonista europeo: la spagnola Renfe, entrata nel capitale della società italiana Arenaways. La strategia è diversa da quella dei francesi: non puntare subito sull’alta velocità, ma partire dalle linee regionali e secondarie.
È il caso della riattivazione della linea ferrovia Savigliano–Saluzzo–Cuneo, tornata al servizio passeggeri nel 2025 proprio con i treni Arenaways dopo anni di sospensione. L’idea è costruire gradualmente una rete alternativa che colleghi il Nord-Ovest con altre grandi direttrici nazionali. Il quadro che si sta delineando, dunque, è quello di un sistema ferroviario sempre più europeo. Da una parte i francesi pronti a sfidare Frecciarossa e Italo sull’alta velocità; dall’altra gli spagnoli interessati ai servizi regionali e alle linee secondarie. Molto dipenderà dai prossimi due anni. Se le condizioni richieste da SNCF verranno soddisfatte e i progetti dei nuovi operatori andranno in porto, il 2027 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per il trasporto ferroviario italiano. E per chi parte ogni mattina da Torino, il cambiamento potrebbe tradursi in più scelta, più collegamenti e, forse, viaggi un po’ meno complicati e puntuali.
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7 marzo 2026 ( modifica il 7 marzo 2026 | 09:22)
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