Un percorso straordinario, costruito gara dopo gara. Negli ultimi anni Dominga Lot è salita spesso sul seggiolone per dirigere alcune delle partite più importanti del volley maschile, e per una donna non è un traguardo facile.

Trevigiana, nata a Vittorio Veneto il 14 maggio 1977, Dominga Lot vive oggi a Santa Lucia di Piave con i figli Ryan (19 anni) e Jeremy (14 anni). Ed è proprio lei la prima donna italiana ad aver arbitrato una gara di finale scudetto maschile di pallavolo, un traguardo storico che ha segnato una svolta per l’arbitraggio nel volley.

Dopo gli studi all’ITIS Galileo Galilei di Conegliano, Lot ha costruito una carriera sportiva solida e progressiva, affiancata all’attività professionale: lavora infatti come Parts Manager Mercedes-Benz e Smart presso la Carraro Concessionaria.

Il percorso arbitrale di Dominga Lot prende slancio con la promozione in Serie A nella stagione 2010-2011, che la porta a dirigere con continuità le principali competizioni nazionali di volley, sia maschili che femminili.

Il salto internazionale arriva nel 2017, con la qualifica di International Referee a livello europeo. Da allora arrivano le prime designazioni nelle competizioni internazionali più importanti, tra cui la finale degli Europei U18 maschili nel 2018 e la finale per il terzo posto alle Universiadi del 2019.

Nel 2020 raggiunge un altro traguardo storico: diventa la prima donna italiana ammessa nell’élite degli arbitri mondiali FIVB, la Fédération Internationale de Volleyball, iniziando a dirigere gare internazionali e mondiali.

Il momento più simbolico arriva nel 2021, quando viene designata per Gara 3 della finale scudetto maschile tra Perugia e Civitanova, diventando la prima donna ad arbitrare una finale scudetto maschile in Italia.

La sua presenza ai massimi livelli continua anche negli anni successivi. L’11 gennaio 2026 ha diretto come primo arbitro la sfida di Superlega tra Itas Trentino e Rana Verona, confermando il ruolo di riferimento nel volley italiano e internazionale.

«Dobbiamo sottoporci ai test periodicamente e durante le manifestazioni gli unici spostamenti consentiti sono quelli da e verso il campo di gioco. Mancherà un po’ il confronto con i colleghi stranieri, momenti sempre costruttivi per capire quali sono le realtà e le situazioni degli altri Paesi. Una cosa che ho capito in questi anni è che siamo fortunati in Italia ad avere campionati di così alto livello, sia nel maschile che nel femminile: ogni partita di regular season è per noi arbitri un banco di prova formidabile che ci prepara alla perfezione al livello internazionale».

Una carriera costruita con competenza e determinazione, che dalla Marca trevigiana ha portato Dominga Lot sui principali palcoscenici del volley mondiale.