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Barbara Visentin, inviata a Manchester
La star britannica è tornata live con il nuovo album «Kiss All The Time. Disco, Occasionally.»: niente cellulari, ma macchine fotografiche usa e getta
Forse per qualcuno degli oltre 20mila presenti, in gran parte ragazzi giovani, sarà stata la prima volta: fare una foto senza vedere subito com’è venuta e girare la rotella per passare allo scatto successivo. Harry Styles ha accolto così il pubblico che venerdì 6 marzo è accorso alla Co-op Live Arena di Manchester per festeggiare il suo grande ritorno sul palco: cellulari chiusi in un sacchetto trasparente che permetteva di usarli, ma era oscurato sulla parte superiore, coprendo gli obiettivi, e macchinetta usa e getta in regalo per immortalare la serata alla vecchia maniera. «È bellissimo essere a casa, grazie per essere davvero qui con me, ballate con tutti i vostri amici», recitava il cartellino di benvenuto che veniva consegnato insieme al dispositivo.
Un tocco analogico che aveva una doppia valenza: da un lato, appunto, essere «davvero» al concerto, viversi il momento e non passare la serata distratti da video e contenuti social. Dall’altra, lasciare campo libero alle telecamere di Netflix, schierate da tutti i lati per riprendere un appuntamento attesissimo (sarà in streaming sulla piattaforma da domenica 8 marzo alle 20) in cui l’ex One Direction ha fatto sentire per la prima volta il suo nuovo album «Kiss All The Time. Disco, Occasionally.»
Palco quadrato al centro del parterre, avvolto dai suoi fan in visibilio e circondato dalla band (a predominanza femminile), Harry Styles ha eseguito tutti e 12 i brani nell’ordine della tracklist. Partenza, quindi, con i sintetizzatori di «Aperture», il primo singolo che già aveva fatto ai Brit Awards, poi «American Girls», che sarà il secondo estratto, e via di seguito, mentre il 32enne inglese, felpa blu, camicia nera con margheritine bianche e pantaloni giallo chiaro, ballava libero e dinoccolato. Sarà stato Thom Yorke a ispirarlo nel modo di muoversi? Proprio vedere i Radiohead a Berlino, aveva raccontato, gli aveva fatto venire voglia di tornare sul palco. E l’altra reference, che si avverte sia nell’abbondanza di elettronica sia nella gioia in cui sembra voler immergere sé e il pubblico, sono stati gli LCD Soundsystem.
Harry è particolarmente emozionato per questo suo ritorno, parla a più riprese con i fan che, dal canto loro, sanno già cantare tutti i brani a memoria nonostante il disco sia uscito solo la mattina stessa: «Faccio dischi solo grazie a voi e quindi questo era il posto corretto, era dove volevo essere per celebrare questa uscita — dice commuovendosi —. Questo album significa moltissimo per me e spero che un giorno, magari, significherà qualcosa anche per voi. Nell’ultimo paio d’anni ho riscoperto che privilegio sia essere qui tramite la musica e come la musica abbia cambiato la mia vita».
In questi anni, al termine di un tour trionfale che si è concluso a luglio 2023 proprio con la tappa italiana a Campovolo davanti a oltre 100mila persone, Harry si è preso una pausa, ha preferito rimanere defilato, tentando, da superstar mondiale, di vivere una vita «normale», avvistato a più riprese a Roma o fotografato a correre maratone mentre si confondeva fra gli altri runner. Godersi la musica da spettatore, sperimentare una slow life italiana nell’anonimato dopo il successo clamoroso arrivato con i One Direction quando aveva appena 16 anni ha contribuito a farlo riavvicinare a se stesso. E a mettere in discussione tutto, come ha raccontato a Zane Lowe su Apple Music, c’è stata inevitabilmente anche la morte dell’ex compagno di band Liam Payne, «qualcosa di cui faccio fatica a parlare», ha confessato, che però va onorato «vivendo la propria vita al massimo». Riflessioni che si sono tradotte nella scelta di non fare quest’anno un tour mastodontico, ma limitarsi a delle mini-residency in poche città (Amsterdam e Londra sono le più vicine) per il benessere suo e della band, e nella libertà compositiva di un quarto disco non per forza immediato e radiofonico, ma certamente autentico che alterna momenti da ballare ad altri più lenti, in cui sul palco sono entrati in gioco anche archi e coro gospel.
Per il bis, Harry ha tenuto cinque brani dei suoi dischi precedenti (da «From the Dining Table» a «Sign of the Times») e nel salutare i fan, dopo avere scavato dentro se stesso, ha deciso di guardare anche fuori: «La community che avete creato è molto più grande di me ed è un onore vedere come vi prendete cura l’uno dell’altro — ha detto —. Nel mondo di oggi, così caotico, è facile perdere la speranza, ma poi vedo quel che avete fatto insieme e vedo tantissima speranza. Grazie per essere stati la luce nella mia vita, vi incoraggio a essere la luce che volete vedere nel mondo. Serve un po’ più di pace, prendetevi cura l’uno dell’altro».
7 marzo 2026
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