Nonostante delle premesse promettenti, che imbastiscono un interessante thriller psicologico, non viene però supportato dalla poco convincente coppia De Angelis-Accorsi
C’è tanto cinema che abbiamo già visto in La lezione, di Stefano Mordini. C’è un inizio che attinge chiaramente all’immaginario del court drama, una fase molto vicina alle paranoie di Niente da nascondere di Michael Haneke, nonché tutto uno sviluppo che invece sembra citare (ed omaggiare) apertamente La morte e la fanciulla di Roman Polański. Tanto di quel cinema che costituisce solo una base su cui costruire il resto dell’opera, che però non mantiene davvero le buone premesse iniziali.
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Laboratorio per attori, per il casting. Dall’11 aprile
Protagonista del film è la giovane avvocata Elisabetta (interpretata da Matilda De Angelis) che difende un professore universitario da accuse di violenza sessuale. Quest’ultimo (Stefano Accorsi), una volta assolto, decide di intentare una causa contro l’ateneo per cui insegna, reo a suo dire di non averlo riammesso al lavoro del tutto. Nel frattempo, Elisabetta, non convinta fino in fondo dell’innocenza del suo assistito, deve fare i conti con il proprio passato quando crede che il suo ex fidanzato stalker sia tornato a perseguitarla.
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MONTAGGIO per VIDEO CORPORATE e SOCIAL, dal 3 marzo
Le due linee narrative, inizialmente distinte, concorrono a costruire la condizione di paranoia in cui versa la protagonista, portando allo stesso tempo lo spettatore ad interrogarsi su ciò che sia vero e cosa invece falso nel film. Elisabetta riscontra delle ambiguità nel professore solo a causa delle sue esperienze passate? Oppure, al contrario, crede di essere nuovamente vittima di stalking perché è suggestionata dalla vicenda giudiziaria a cui lavora? Non è facile dare una risposta a simili questioni, con la tensione tipica del thriller psicologico che per tutta la prima parte del lungometraggio è perfettamente dosata, senza costruire una netta separazione tra la realtà e le suggestioni della protagonista.
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Ricerca e lavoro di archivio nel cinema documentario, dal 4 marzo
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Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo
Quando però le due tracce confluiscono in un unico disegno, La lezione perde il mordente, abbandonandosi ad uno sviluppo prevedibile, in cui un singolo colpo di scena posto al centro del secondo atto rende evidente tutto ciò che avverrà da lì in avanti. Ciò non sarebbe necessariamente un difetto, qualora la coppia di protagonisti riuscisse a compensare con le proprie interpretazioni l’improvvisa lacuna in termini di scrittura. Mordini infatti sembra quasi abbandonarsi alla coppia di attori a sua disposizione, con il film che “si chiude” all’interno di una baita e prova a costruire attraverso la chimica tra i due un nuovo impianto narrativo, non più basato sulle azioni in sé, quanto sui personaggi. Il tentativo però non centra il bersaglio, con il duo De Angelis-Accorsi (la prima decisamente più nella parte del secondo) che, inserita in una dinamica che guarda proprio a La morte e la fanciulla e Il silenzio degli innocenti (con il personaggio in trappola che terrorizza paradossalmente quello libero), semplicemente non funziona, come se l’affiatamento che avevano mostrato in Veloce come il vento fosse ormai svanito. La lezione si avvia quindi verso la fine dopo aver dissipato le energie accumulate inizialmente, con la tensione colpevolmente in diminuendo.
Regia: Stefano Mordini
Interpreti: Matilda De Angelis, Stefano Accorsi, Eugenio Franceschini, Marlon Joubert, Lidia Liberman, Marco Maccieri, Alberto Benedetto Lutri
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 107′
Origine: Italia, 2025
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Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

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La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
Il voto dei lettori
2.67
(9 voti)
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