Bergamo, 7 marzo 2026 –  Lei si è rifiutata di consumare droga, e lui per tutta risposta l’ha colpita con una sorta di spranga di ferro e poi l’ha costretta a subire violenza sessuale. I carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno arrestato a Bottanuco un marocchino M.H. di 43 anni.

Il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del magrebino ritenuto responsabile di violenza sessuale e di detenzione di un consistente quantitativo di stupefacenti, già in un passato recente protagonista di un fatto analogo. 

La violenza

La vicenda ha avuto inizio nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 2026. La vittima, una giovane donna di 26 anni, è stata portata a casa dell’indagato a Bottanuco da un conoscente. Qui, quando lei si è rifiutata di consumare droga e di assecondare le pretese dell’uomo, la situazione è degenerata in violenza. L’indagato avrebbe colpito la donna con una spranga di ferro al fianco, riducendola in uno stato di incoscienza, per poi trascinarla in bagno. Sotto minaccia di morte, la vittima sarebbe stata costretta a subire ripetuti atti sessuali.

L’allarme

Solo nel pomeriggio successivo, approfittando dell’assenza dell’aggressore, la giovane è riuscita a dare l’allarme utilizzando un cellulare trovato nell’abitazione. Dopo la segnalazione al 112, i carabinieri si sono subito attivati e sono riusciti a rintracciare la vittima: la donna era in evidente stato di shock e con visibili segni di percosse ed è stata portata in ospedale a Bergamo.

L’arresto

Poi, i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di M.H. All’interno sono stati rinvenuti 82 grammi di cocaina, 10 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 730 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. Sono stati inoltre sequestrati i vestiti della vittima con evidenti tracce biologiche e due sciabole inguainate, compatibili con la descrizione della spranga utilizzata per colpire la vittima. L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti.

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La sciabola sequestrata dai carabinieri

I precedenti

A seguito dell’udienza di convalida, il Gip ha convalidato l’arresto ed ha applicato la custodia in carcere, sia per il reato di illecita detenzione di stupefacente, sia per il reato di la violenza sessuale. Le motivazioni risiedono nel concreto pericolo di reiterazione del reato. Il profilo dell’indagato è apparso allarmante non solo per le modalità della violenza, ma anche per la presenza di un recente precedente di polizia per fatti analoghi. Secondo l’ordinanza, solo la detenzione in carcere può contenere gli “irrefrenabili impulsi antisociali” dell’uomo, escludendo ogni altra misura meno afflittiva.