di
Anna Santini

La 35enne salvata dai carabinieri. da due anni subiva le violenze del compagno

Alle 3.30 di questa notte, 8 marzo, in una discoteca di Giugliano – in provincia di Napoli – è in pieno svolgimento il party dedicato alla festa della donna.  La pista è piena di ragazzi, ma ci sono anche meno giovani che partecipano alla serata. Tra di loro anche una donna, 35 anni, che però resta in disparte. Pensierosa, anzi timorosa. Perché a breve si manifesterà il suo incubo.

Qualche minuto dopo si avvicina il suo compagno, un uomo di 42 anni. E’ ubriaco. Lei già teme che possano ripetersi scene già vissute. Come spesso accade negli ultimi due anni, da quando hanno deciso di vivere insieme. E da quando con loro c’è anche un figlio. L’uomo si avvicina e l’abbraccia, lei cerca di ritrarsi. Ma il compagno la stringe ancora più forte. Poi le morde con le violenza le labbra, fingendo di volerla baciare, fino a farle saguinare le labbra.



















































Non soddisfatto da quella prima violenza, afferra la compagna per i capelli e la trascina fuori dalla discoteca.  Davanti al locale inizia a colpirla con calci e pugni fino a quando non interviene un’amica della donna. Ma neanche lei riesce fermare la furia dell’uomo. Che nel frattempo si è reso conto che dall’altra parte dell’altra della strada brilla il blu di lampeggiante dell’auto dei carabinieri. Proprio per questo le intima, continuando a picchiarla, di non gridare e restare in silenzio per non farsi sentire.

In un momento di distrazione dell’aggressore, la vittima riesce a fuggire. Scappa via e si ferma accovacciata sul marciapiede, a piangere per quelle violenze subito. Il pianto della donna richiama l’attenzione di un carabiniere. Che si fa strada nel nel buio della notte e la trova. Il militare le illumina il volto con un pila e ai suoi occhia compare una faccia sanguinate.

La donna racconta ai carabinieri cosa è accaduto poco prima. I militari attraversano la strada e bloccano il compagno, che era ancora dinanzi alla discoteca. Il 42enne finisce in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Sarà necessario, invece, l’intervento di un’ambulanza e dei sanitari dell’ospedale Cardarelli per curare le importanti ferite riportate, soprattutto al volto, dalla donna. Che poi racconterà ai carabinieri: «Dal venerdì pomeriggio alla domenica succede sempre questo. Ho paura che mi uccida e faccia del male a mio figlio». 


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8 marzo 2026 ( modifica il 8 marzo 2026 | 14:05)