di
Irene Soave
Uno scoppio poco dopo la mezzanotte, fra sabato e domenica: si cerca una persona. Il governo norvegese: «Attacco inaccettabile»
L’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo è stata colpita da un’esplosione, poco dopo mezzanotte, nella notte tra sabato e domenica. Nessuno è rimasto ferito e l’esplosione ha causato «lievi danni materiali» – cioè semplici danni a una porta d’ingresso – ma la polizia ritiene che possa trattarsi di un atto terroristico. Sono in corso le ricerche di uno o più autori.
«Un’ipotesi è che si sia trattato di un atto terroristico, ma non ci concentriamo solo su questo. Dobbiamo rimanere aperti alla possibilità di altre cause», ha detto Frode Larsen, capo dell’unità congiunta di investigazione e intelligence della polizia, alla tv pubblica Nrk. «Anche se non vogliamo per ora confinarci a un’ipotesi». Durante la prima conferenza stampa sull’argomento Larsen ha detto anche che «sarebbe naturale» supporre un collegamento con gli attacchi americani in Iran, perché l’esplosione sarebbe chiaramente «un attacco mirato». La Norvegia non ha praticamente una storia di attentati jihadisti o di matrice islamica, dal 2000 in avanti: vari piani terroristici nel Paese sono stati sventati (soprattutto tra 2010 e 2020) ma l’attacco terroristico più grave nel paese rimane quello di estrema destra del 22 luglio 2011 a opera del suprematista bianco Anders Breivik.
L’esplosione ha colpito l’ingresso della sezione consolare dell’ambasciata poco prima dell’una, secondo la polizia. Le immagini trasmesse dai media mostravano schegge di vetro nella neve davanti all’ingresso, così come crepe in una spessa porta di vetro e segni neri sul terreno ai piedi della porta, probabilmente causati dall’esplosione. Gli investigatori hanno esaminato la scena durante la notte, mentre cani, droni ed elicotteri sono stati impiegati per cercare «uno o più potenziali autori», ha dichiarato la polizia di Oslo.
L’incidente è stato definito «inaccettabile» in una dichiarazione del ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide, che ha dichiarato di essere stato in contatto con il ministro della Giustizia Astri Aas-Hansen e con l’incaricato d’affari dell’ambasciata degli Stati Uniti, Eric Meyer. «La questione è attualmente sotto inchiesta da parte della polizia e del Servizio di Sicurezza della Polizia Norvegese».
Che per il momento è parca di dettagli. I video che circolano sui social risalgono tutti a dopo l’esplosione: mostrano polizia e artificieri attorno all’ambasciata, dove non è stato trovato altro esplosivo. Alcuni residenti dei dintorni raccontano ai media locali di aver sentito «un forte scoppio, che ha fatto tremare casa mia»; «una fitta cortina di fumo»; «danni all’ingresso».
(Articolo in aggiornamento…)
8 marzo 2026
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