A Verissimo

«Sono felicissima, devo ancora comprendere bene cosa è successo, metabolizzarlo. Sanremo mi ha travolta! Ho fatto bene ad essere fedele a me stessa, anche per quanto riguarda il nome che ora suona naturale e familiare. All’inizio non andava bene niente, soprattutto perché non ero dentro ad alcun canone» ha detto la cantante appena entrata da Silvia Toffanin.

«Da bambina io sognavo questo. Ho sempre avuto la passione per il gioco, sono rimasta bimba fino alla fine e questo mi ha portato ad essere socievole e a condividere anche troppo. A lungo mi sono sentita inadeguata, soprattutto per via del mio “battesimo di fuoco nella musica. Ho costruito tutto senza esperienza, un palazzo senza progetto, si direbbe. Sono andata un po’ in crisi, soprattutto perché il mondo non mi ha mai accolta pienamente per via del mio non corrispondere a un canone specifico».

Parlando del suo nuovo album, Margherita ha detto «L’album si chiama “Miss Italia” e ha fatto partire la polemica con Patrizia Mirigliani. Mi dispiace sia nata, soprattutto perché ancora non si è sentito nulla del lavoro. Ovviamente è un disco personale dove vado contro tutti i canoni, dove il mio non appartenere crea uno spazio entro cui poter esistere».

«Ho appena preso la patente, qualche giorno prima di Sanremo. Ho voluto provarci ora perché dopo i miei primi tentativi, tra pigrizia e paura, ho deciso di cambiare

«Il mio fidanzato è ancora lui, dopo quasi 5 anni. Lui era lì a Sanremo a sostenermi, come fa sempre senza alcuna gelosia, ma ci teniamo alla privacy. Lui è esterno dal mondo dell’arte e dello spettacolo. Per me è un tesoro, voglio proteggerlo. Lui non mi ha mai fatto perdere la speranza. Oltre a lui c’è anche mia nonna che mi ha fatto i complimenti per la canzone e l’esibizione, nonostante non le piacesse il mio nome».

«Conoscere Ornella Vanoni è stato incredibile, è stata il mio modello» ha detto la giovane cantante emozionata «vicino a lei mi sentivo inadeguata, molto piccola. Lei era culturalmente immensa. Una volta abbiamo cenato assieme e mi ha raccontato di quando andò a Berlino a vedere la caduta del muro. Incredibile. Quando è venuta a mancare il lutto è stato anche e soprattutto culturale».