di
Rosanna Scardi

Da piazza Duca d’Aosta il corteo organizzato da «Non una di meno». Striscioni di protesta appesi sulla «Mela reintegrata» di Pistoletto davanti alla Stazione Centrale. Aziuone degli antagonisti sul cantiere del Pirellino

«Not in my name. Stop zone rosse. Stop deportazioni» è scritto sul grande striscione rosa preparato per il corteo organizzato da Non una di Meno a
Milano in occasione dell’8 marzo
e sistemato, prima della partenza, intorno alla «Mela reintegrata», la scultura di Michelangelo Pistoletto in piazza Duca d’Aosta. All’ormai tradizionale appuntamento sono arrivate migliaia di persone – in serata la stima è 10 mila – che dalla Stazione centrale si stanno muovendo verso il centro con arrivo previsto in piazza Fontana.

«Senza consenso è stupro, senza dissenso è fascismo» recita uno dei cartelli fra cui figurano anche teste di Medusa. «Oggi, Medusa è tornata. Non è una, ma sono diverse. Il tour della rabbia contro la cultura della violenza e i ricchi e potenti stupratori è iniziato» promettono da Non una di meno esortando
«disarmiamo guerra e patriarcato. Le nostre vite valgono».



















































Manifestanti nel cantiere del Pirellino

Alcuni dei manifestanti dell’ala antagonista che partecipano al corteo per
l’8 marzo sono saliti sul Pirellino, l’ex edificio venduto dal Comune al gruppo Coima che rientra nella maxi inchiesta sull’urbanistica, e hanno srotolato uno striscione con scritto: «Viva gli spazi sociali. Occupiamola, che sia la nostra città». Non si tratta della prima volta che esponenti dei centri
sociali entrano nel cantiere dell’edificio e srotolano striscioni.

Il percorso

A Milano, il corteo è stato organizzato «contro la violenza sulle donne, contro le guerre e per chiedere che siano finanziati i centri anti violenza. «Se le nostre vite non valgono, noi lottiamo e scioperiamo». E ancora: «Lottiamo contro ogni forma di violenza patriarcale, che dal sistema-Epstein al ddl Bongiorno, dalle “liste stupri” nei bagni delle scuole alle nostre case, ci uccide, ci opprime, ci soffoca. Per un consenso libero ed entusiasta sempre: solo sì è sì», si legge nel post social che annuncia lo sciopero. Le strade toccate dal percorso sono: via Pirelli, via Melchiorre Gioia, viale della Liberazione, piazza della Repubblica, via Tarchetti, via Manin, piazza Cavour, via Senato, via San Damiano, via Visconti di Modrone, via Borgogna, largo Toscanini, corso Europa, piazza Fontana. 

Gli altri presidi in città

L’Associazione Wall of Dolls organizza, invece, un flash mob musicale con Jo Squillo e il Djset di Michelle Msullo al Muro delle Bambole contro il femminicidio dando appuntamento dalle 16 alle 19 in via De Amicis 2.  In piazza della Scala, al presidio promosso dal movimento «Voci di donne dimenticate» con associazioni delle comunità iraniana, ucraina e venezuelana, gli attivisti hanno ricordato le conquiste dei diritti femminili e denunciato repressioni e discriminazioni in diversi Paesi, chiedendo solidarietà e impegno condiviso tra donne e uomini.

Nei musei

Fino al 21 marzo, la Fabbrica del Vapore ospita il Mupa (Museo del Patriarcato), un’esposizione ideata da ActionAid che utilizza 27 cimeli, diorami e installazioni multimediali per raccontare il divario di genere. Il percorso è concepito come un viaggio nel tempo fino al 2148, anno in cui, secondo il Global Gender Gap Report, sarà raggiunta l’uguaglianza. Inoltre: oggi, 8 marzo, l’ingresso è gratuito per tutte le donne nei musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici statali. Anche il Cenacolo Vinciano, il museo di Milano dedicato all’Ultima Cena, dipinto murale di Leonardo da Vinci, sarà a ingresso gratuito per tutte le donne. Il museo aderisce infatti all’iniziativa promossa dal ministero della Cultura. L’ingresso è con prenotazione obbligatoria.


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8 marzo 2026 ( modifica il 8 marzo 2026 | 19:18)