«Questi aumenti incontrollati dell’energia sono comportamenti inappropriati. Così si creano superprofitti senza alcun controllo». Così Cosimo Rummo, titolare (alla quinta generazione) del pastificio di famiglia avviato nel 1846 da Antonio Rummo, che nell’area industriale di Benevento produce trecento tonnellate di pasta al giorno e ne esporta circa la metà fuori dall’Italia. E che oggi fa fatica ad accettare gli aumenti sproporzionati delle bollette, che oggi pesano sulla sua come sulle altre imprese. «Adesso basta», dice senza mezzi termini.

APPROFONDIMENTI

 Lei che idea si è fatto?

«È oltremodo singolare, in genere gli aumenti delle materie prime si praticano quando si finiscono le scorte. Credo che nessuno in Italia abbia comprato gas né petrolio ai prezzi della borsa di Amsterdam. Eppure le aziende fornitrici hanno fatto andare alle stelle i prezzi, come se non facessero stoccaggio».

Rummo, 10 anni dopo l’alluvione: una storia di rinascita, coraggio e resilienza

Lei parla anche per esperienza personale.

«Quattordici anni fa sono stato presidente di Confindustria Benevento e sono entrato nel Comitato nazionale energia. Al tempo era l’Antitrust che controllava le aziende oligopolistiche dell’energia, che dovevano avere le autorizzazioni ad aumentare i prezzi, producendo documenti ufficiali ai magistrati. Oggi basta che il 20 per cento di fonti fossili non passi per lo stretto di Hormuz e i prezzi aumentano del 50 per cento. E prima ancora siamo arrivati all’assurdo, con l’aumento dei costi anche dell’energia prodotta da fotovoltaico ed eolico».

Nella sua azienda su cosa incide in particolare il boom dei costi dell’energia?

«Su tutto. Quando nel 2007 triplicò il prezzo del grano, non applicammo aumenti per sei mesi perché avevamo scorte a sufficienza».

L’alternativa?

«Perché un’azienda locale abbia un’autorizzazione ad estrarre gas, ovviamente con la collaborazione di aziende di alto livello del ramo, ci vogliono quindici anni. E intanto accade quello che è avvenuto all’inizio del conflitto in Ucraina: solo nel mese di luglio di quell’anno il prezzo del gas è aumentato di 23 volte rispetto all’anno precedente. Non ho capito come dobbiamo fare industria in Italia. In Europa si fanno regole su quanto debbano essere lunghe le zucchine ma questi settori delicatissimi si lasciano senza controllo. In tutto il mondo studiano sistemi alternativi, ci sono energie avanzatissime. Oggi anche il nucleare non produce più scorie. In Italia non si consultano gli esperti in materia, noi abbiamo i migliori ricercatori ma vanno in Inghilterra. Nel nostro Paese bisogna investire di più sulla ricerca applicata sull’industria, oggi ferma al 20 per cento con la ricerca pura all’80 per cento, e ribaltare queste proporzioni».

Benevento, i 50 anni di matrimonio di Mastella: prima in chiesa e poi il party

Lei però una soluzione la sta trovando.

«Stiamo costruendo con Enel un impianto fotovoltaico da 9,3 megawatt, dovremmo partire a giugno e ci farà risparmiare il sessanta per cento dell’energia. È il più grande impianto d’Europa in autoproduzione con pannelli a inseguimento solare di Enel X. L’obiettivo è di arrivare nei prossimi tre anni alla totale autosufficienza, proprio per evitare questi comportamenti fuori dalle regole dei fornitori».