Firenze, 8 marzo 2026 – “Angeli della pace, proteggete i miei cari. Anche se è una chiesa, ma i miei angeli sono con me ovunque. E ora, più che mai”. Noa scrive (e canta sui social) il suo inno alla pace che risuona nella chiesa di San Salvatore al Monte come una preghiera. “Sereno e sereno sabato, presto ci abbracceremo dal mio “esilio” a Firenze”, si legge ancora nel post affidato ai social dalla cantante Israeliana. “Sono venuta qui per “Ri-immaginare la pace”… E sono rimasta, più a lungo del previsto, pregando per questo”, perché gli angeli proteggano la sua famiglia e tutte le anime innocenti. Questo l’augurio che risuona nel tempio francescano a due passi dal Piazzale Michelangelo. 

La cantante israeliana Noa ‘in esilio’ a Firenze: “Prego e canto per la pace e per tutti gli innocenti”
L’inno alla pace

Pace, l’auspicio che da sempre la cantante esprime attraverso la sua musica. E che rinnova dalla città del giglio dove era arrivata per lavorare al festival “Re-Imagine peace”, che si terrà a luglio per l’Estate Fiorentina, e dove è rimasta bloccata impossibilitata a rientrare in patria a causa dell’improvvisa escalation militare contro l’Iran. “Dobbiamo pensare alla pace, soprattutto in tempi di guerra. In guerra le persone si nascondono, hanno paura gli uni degli altri, ma il mio pensiero è l’opposto: più importante è la voce di pace. Spero che ciò che stiamo facendo a Firenze sia il primo passo di un progetto internazionale. Provo grande gratitudine per la sindaca Sara Funaro”, ha detto Noa in un’intervista pubblicata sull’edizione odierna di Repubblica.

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“I leader mondiali danno per scontata la nostra vita”

E sull’attacco all’Iran, si legge ancora sul quotidiano: “Mi sono sentita male – dice Noa – ma la cosa più difficile da ammettere è che lo sapevo. Le persone come me, che hanno dimostrato contro il governo autoritario israeliano, sapevano che l’ultima carta di Netanyahu per salvarsi sarebbe stata la guerra. È un gioco politico più grande del conflitto tra Israele e Iran. È un incubo per noi. Preghiamo per le persone in Iran, che saranno libere dal regime, ma le loro vite sono in pericolo. Sento che siamo nelle mani di leader che danno le nostre vite per scontate, in Russia, Iran, Cina, in Usa. Sono molto arrabbiata”.