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L’Unione europea ha lanciato un concorso pubblico per 1.490 funzionari amministratori, con stipendi iniziali di circa 6.150 euro lordi al mese. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è stata riaperta una delle principali porte d’ingresso alla carriera nelle istituzioni europee. 

Le candidature sono aperte fino al 10 marzo 2026 e il bando si rivolge a laureati di qualsiasi disciplina interessati a lavorare nella pubblica amministrazione europea.


APPROFONDIMENTI

Il ritorno del concorso

Il bando è stato pubblicato dall’European Personnel Selection Office (Epso), l’ufficio che si occupa della selezione del personale per le istituzioni dell’Unione.

Per la prima volta dopo sette anni torna il concorso generalista, considerato il principale canale di accesso alle carriere permanenti nell’amministrazione europea.

L’interesse è destinato a essere molto alto: nel 2019 si candidarono 22.644 persone, mentre per l’edizione 2026 si stimano tra 50 mila e 60 mila partecipanti, con un aumento superiore al 150%.

Lo stipendio

La forte competizione è compensata dalle condizioni economiche e professionali offerte: oltre allo stipendio base, è prevista un’indennità di espatrio del 16%, copertura sanitaria europea e possibilità di carriera che, nei livelli più alti, può arrivare a circa 21 mila euro mensili.

Sempre più italiani tra i funzionari europei

Negli ultimi anni la presenza italiana nei concorsi europei è cresciuta costantemente. Attualmente l’Italia conta circa 2.570 dipendenti nella Commissione europea, pari al 10,2% del totale, ed è il secondo Paese più rappresentato nelle posizioni dirigenziali dopo la Germania. Stipendi competitivi rispetto al mercato italiano, stabilità lavorativa e prospettive internazionali spiegano l’attrattiva crescente delle carriere nelle istituzioni Ue.

Cosa fa un amministratore dell’Unione europea

Il ruolo dell’amministratore europeo non corrisponde a quello di un semplice impiegato. Si tratta di una figura professionale con competenze trasversali che può occuparsi di:

  • analisi politiche e giuridiche
  • redazione di normative europee
  • coordinamento tra istituzioni
  • gestione di programmi e progetti
  • attività di comunicazione istituzionale

Il lavoro si svolge in team multiculturali e riguarda dossier che incidono sulle politiche europee e sulla vita di centinaia di milioni di cittadini.

Dove possono lavorare i vincitori

Chi supererà il concorso potrà essere assegnato a diverse istituzioni o organismi dell’Unione, tra cui:

  • il Parlamento europeo
  • la Commissione europea
  • il Consiglio dell’Unione europea
  • la Corte di giustizia dell’Unione europea
  • varie agenzie europee

Gli ambiti di lavoro possono spaziare dall’ambiente al digitale, dalla concorrenza alle relazioni internazionali.

Poiché il concorso è generalista, la destinazione non viene scelta al momento della candidatura: saranno curriculum, competenze linguistiche e percorso di studi a orientare le successive assegnazioni.

Come si svolge la selezione

Il processo di selezione prevede diverse prove, tra cui:

  • test di ragionamento verbale, numerico e astratto
  • questionario sulla conoscenza delle istituzioni europee
  • test sulle competenze digitali
  • una prova scritta su temi europei

I candidati possono scegliere due lingue tra le 24 ufficiali dell’Unione europea per sostenere le prove.


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