A L’Aquila sono in arrivo gli ispettori del Ministero della Giustizia: dovranno far luce sugli ultimi sviluppi del caso giudiziario della famiglia nel bosco, dopo che la madre dei tre, Catherine Birmingham, è stata allontanata dalla struttura protetta di Vasto che li ospitava da quattro mesi, per tornare nel casolare insieme al padre, Nathan Trevallion. Intanto la vicenda continua a tener banco nel dibattito politico, con la premier Giorgia Meloni che critica la decisione dei magistrati abruzzesi e parla di decisioni “figlie anche di letture ideologiche”, che infliggono ai minori in causa “un altro pesantissimo trauma”, ha detto a Rete 4.
L’ispezione del Ministero della Giustizia
L’istruttoria del Ministero della Giustizia era già stata avviata lo scorso novembre, in concomitanza con l’ordinanza di sospensione della responsabilità genitoriale della coppia anglo-australiana stanziata nel bosco. Al momento era limitata all’esame della documentazione, ma ora il ministro Nordio ha deciso di inviare gli ispettori presso il Tribunale dei minorenni dell’Aquila.
Lo psichiatra (consulente della famiglia): “Così si apre la strada dell’adozione”
Tonino Cantelmi, il perito di parte che coordina il team di psicologi della famiglia, parla di “un’ordinanza shock” con cui “abbiamo imboccato a mio parere una strada sbagliata e persino pericolosa: non a caso l’indignazione e lo sconcerto sono pressoché unanimi”. Si aprono, dice, le porte “dell’adozione”, mentre “il buon senso avrebbe fatto pensare che questa famiglia dovesse essere riunificata e sottoposta ad un monitoraggio di un’equipe sociosanitaria della Asl, affidata a professionisti competenti”. La Garante regionale per l’Infanzia ha già fatto visita alla casa famiglia di Vasto per chiedere che i bimbi non lascino la struttura, ma per questo servirebbe un nuovo provvedimento: il Tribunale dei minorenni è stato chiaro nel disporre il trasferimento.

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I legali della famiglia pronti al ricorso
Gli avvocati della famiglia sono intanto pronti a presentare ricorso alla corte d’Appello de L’Aquila per chiedere la sospensiva dell’ordinanza del Tribunale dei minorenni, rilanciando un appello al ricongiungimento del nucleo familiare. “È un provvedimento assolutamente scarno che rimette a un soggetto che riteniamo inadeguato al suo ruolo la gestione di una situazione che credo sia sfuggita di mano e che non tiene in considerazione le difficoltà oggettive in cui oggi vivono i minori a cui è stata strappata una figura materna di riferimento considerata dalla neuropsichiatria come una figura importante e fondamentale nella loro crescita”, ha detto la legale Danila Solinas.

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