C’è un filo invisibile, fatto di cavi d’acciaio, silicone e genio meccanico, che collega alcuni grandi presepi meccanici della Romagna ai grandi parchi a tema internazionali e ai set cinematografici d’oltreoceano. Al centro di questa ragnatela creativa c’è un solo nome: il maestro Davide Santandrea. Nato a Ravenna nel 1966, Santandrea non è solo un regista o un artigiano, è un “demiurgo” moderno che ha saputo traghettare la tradizione millenaria dei presepi meccanici nell’iperuranio dell’animatronix cinematografica. Un percorso che lo ha portato a dialogare con giganti come Carlo Rambaldi e Sam Raimi, ottenendo persino il plauso della Casa Bianca.

L’ingegnere dell’incanto: dai presepi a Eurodisney

Tutto ha inizio nel 1974, tra le mura parrocchiali di Ravenna. Ma chiamarli “presepi” è riduttivo. Quello di Santandrea è un talento che manipola la materia e il tempo. Sotto la guida di mentori come Padre Giovanni Lambertini (noto per aver allestito dagli anni ‘50 il presepio nella Basilica di San Francesco), Davide apprende l’arte dell’automazione. E proprio da Padre Lambertini eredita l’allestimento del Presepio della Basilica di San Francesco di Ravenna che allestirà dal 1982 al 2008.

La svolta, però, arriva negli anni ’80: la sua maestria varca i confini nazionali. Nel 1986 incanta Parigi, allestendo il monumentale presepio meccanico nella piazza Hotel De ville, ricevendo due medaglie d’oro dalle mani di Jacques Chirac. Nel 1988 viene chiamato in America a Los Angeles in California per realizzare il più grande presepio meccanico sotterraneo d’America (550 metri di lunghezza), permanente, ancora oggi visitabile.

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Nel 1993 Santandrea fu ricevuto alla Casa Bianca proprio per ricevere un riconoscimento ufficiale dalle mani del Presidente Bill Clinton per la sua opera californiana. Negli anni ha allestito monumentali presepi meccanici a Predappio alta nelle Grotte della Zolfatara, a Santarcangelo di Romagna nelle grotte Tufacee, a Cesena nelle “Grotte Agostiniane” e nel rifugio antiaereo di viale Mazzoni. In Italia si contano oggi un’ottantina di presepi meccanici, alcuni realizzati da lui in forma permanente e altri a cui ha venduto e prodotto le sue statue meccaniche. All’estero ha allestito presepi meccanici, per lo più permanenti, a Lourdes (Francia), Londra (Inghilterra), Madrid (Spagna), Dornbirn (Austria), Monaco di Baviera (Germania), Tokio (Giappone), Sidney (Australia), Santiago del Cile e Manila nelle Filippine. Da questa attività mondiale inarrestabile, il salto nei grandi parchi divertimento è breve.

Gardaland (1988): firma gli animatroni della leggendaria “Valle dei Re”, dando vita a faraoni e divinità con sistemi di sincronizzazione elettronica allora pionieristici. Eurodisney: la sua firma appare dietro alieni, yeti e creature che hanno popolato i sogni (e gli incubi) di milioni di visitatori. Il successo Americano: da 38 anni, la sua opera a San Diego (California) è un punto di riferimento tale da valergli un riconoscimento ufficiale da parte del Presidente Americano Bill Clinton.

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L’erede di Carlo Rambaldi e l’ombra di Sam Raimi

Il destino di Santandrea incrocia quello dei mostri sacri del cinema. Nel 1982, l’incontro a Ferrara con Carlo Rambaldi (il papà di Et e King Kong) segna il suo dna professionale: Santandrea sceglie la “vita meccanica” rispetto alla fredda Cgi. Nel 1989, negli Usa, stringe un legame con Sam Raimi autore di Evil Dead e Spiderman. Da lui assorbe la tecnica della “shaky cam” e lo stile horror-slapstick, che diventerà il marchio di fabbrica delle sue produzioni. Dopo il diploma alla regia, nel 1992, alla prestigiosa Scuola Lumière di Parigi, Davide è pronto a trasformare la sua visione in pellicola.

Oggi, Santandrea è considerato in Romagna il re del cinema di genere indipendente. Con la sua saga “Join the Evil” (7 lungometraggi tra il 2020 e il 2026), ha ridefinito l’horror-comedy italiano, ottenendo ben due nomination ai Vespertilio Awards 2025 con “La fine dell’incubo” e “I codici del male”. Con il pluripremiati “Memorie di uno Zombie” e “L’Uomo che non sopravvisse al virus”, esplora le pieghe della società moderna attraverso la lente del fantastico.

È attualmente in post-produzione il suo nuovo film rivoluzionario sociale e religioso: “Francesco 2000”, un lungometraggio che immagina San Francesco d’Assisi proiettato nella realtà caotica dei nostri giorni.

La Romagna come Hollywood del mistero

Non solo cinema, ma anche televisione. Con il programma “Oltre l’ignoto” (trasmesso su 7 Gold e negli Usa, sul canale “The Cw”), Santandrea ha portato il grande pubblico alla scoperta di castelli infestati e archeologia proibita, usando un taglio registico immersivo che trasforma il documentario in un’esperienza sensoriale.