Con il secondo posto alla Strade Bianche, il francese classe 2006 conferma quanto fatto intravedere a livello giovanile. Dalla passione ereditata dal nonno agli inizi da predestinato, fino alla possibile presenza al prossimo Tour de France: tutto quello che c’è da sapere sul nuovo talento del ciclismo mondiale
Dicono che Paul Seixas abbia sempre avuto la testa tra le nuvole. Dimenticava spesso le cose di tutti i giorni: arrivava agli allenamenti senza la borsa, cercava le sue cose per ore. Yann Berny, che è stato il suo direttore sportivo nel 2021, racconta di quella gara di Coppa di Francia a cui Polo si presentò senza il dorsale. Guy Chabrier, storico presidente del Lyon Sprint Évolution ricorda il primo incontro. “Vidi arrivare questo ragazzo eccentrico, un po’ diverso dagli altri. Pensai tra me e me: “Sarà dura”. Ma quando ho visto come interagiva con gli altri, come diventava un leader in due secondi netti, pur non conoscendo nessuno, ho cambiato idea all’istante. Erano già tutti suoi amici. Aveva un’aria da matematico, da scienziato pazzo, nel suo mondo, ma in fondo aveva la testa sulle spalle. Non ha mai creato problemi”.