di
Luigi Ippolito

Undici ville nella «via dei Miliardari», due appartamenti di lusso a un passo da William e Kate e dall’ambasciata israeliana: gli acquisti grazie ai fondi provenienti dal petrolio

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – La nuova Guida suprema dell’Iran è anche un supremo immobiliarista londinese: Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah ucciso nei raid americani, controlla un pacchetto di proprietà nella capitale britannica per un valore di quasi 250 milioni di euro. E c’è il sospetto che quelle residenze siano in realtà piattaforme di spionaggio.

Oltre a 11 preziose ville nel quartiere di Hampstead, in quella che è soprannominata la «Via dei Miliardari», Khamenei junior ha in mano due appartamenti di lusso a un passo da Kensington Palace, la «casa» di William e Kate: ma soprattutto quelle due proprietà, al sesto e settimo piano di un palazzo, si trovano a meno di 50 metri dall’ambasciata israeliana. Secondo un’indagine condotta da Bloomberg, vennero acquistate fra il 2014 e il 2016 utilizzando fondi provenienti dagli introiti petroliferi ottenuti aggirando le sanzioni internazionali: ufficialmente sono intestate ad Ali Ansari, un oligarca iraniano stretto amico della famiglia Kahmenei, che avrebbe agito come prestanome.



















































I due appartamenti a Kensington hanno attualmente un valore di circa 60 milioni di euro e vennero comprati poco dopo l’acquisto, nel 2013, delle 11 case a Hampstead, realizzato attraverso una società di comodo basata nel paradiso fiscale dell’isola di Man e il cui beneficiario ultimo è Ansari. Tutte queste proprietà sono state bloccate dal governo britannico dopo che Ansari è stato colpito da sanzioni perché sospettato di essere un finanziatore dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane.

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A destare le preoccupazioni dell’intelligence sono soprattutto i due appartamenti che sovrastano l’ambasciata israeliana: da lì, volendo, è possibile fotografare chi entra e chi esce dalla residenza diplomatica, intercettare le conversazioni nel giardino e perfino il traffico internet. «Questo non è un portafoglio di proprietà, è una piattaforma di sorveglianza permanente», ha commentato una fonte della sicurezza al Daily Mail.

A questo proposito va ricordato che solo venerdì scorso sono stati arrestati quattro iraniani con passaporto britannico, accusati di spiare siti ed esponenti della comunità ebraica, in particolare le sinagoghe di Londra. C’è il sospetto che si trattasse di preparativi per un attacco antisemita come ritorsione per i raid aerei israelo-americani sull’Iran.

9 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 15:05)