di
Mario Lancisi
Tra due settimane il via alla stagione balneare della Versilia, piena di incertezze
Estate modello lockdown: pochi viaggi all’estero, addio Egitto e Paesi del Golfo, vacanze lungo la costa, non lontani da casa. A una settimana dallo scoppio dell’attacco di Usa e Israele all’Iran questo è lo scenario a cui si prepara il mondo dei balneari toscani.
Mancano pochi giorni all’inizio della stagione, che almeno a Forte dei Marmi partirà il 21 marzo prossimo, primo giorno di primavera. I balneari assicurano che a oggi le prenotazioni vanno bene, ma sono anche consapevoli che la guerra è ai primi passi, non si sa quanto durerà e gli effetti restano tutti da stimare.
Di certo il conflitto mediorientale e le tensioni internazionali vengono considerati dagli operatori una spada di Damocle sulla prossima stagione estiva. Anche se, osserva Roberto Santini, patron del bagno Piero al Forte, «la guerra è la più grande tragedia, preoccuparsi che per questo arrivino turisti onestamente mi fa rabbrividire, pensando a tutte le persone che soffrono».
Condivisibile, eppure è innegabile che gli occhi di tutti gli operatori economici, del turismo e non soltanto, in questi giorni siano fissi sullo stretto di Hormuz, da dove passano gas e petrolio, e sul fronte iraniano. «I rincari che già si prevedono, di carburante e gas oltre all’elettricità, influenzeranno negativamente sia il comparto balneare sia l’indotto.
Basti pensare che tanto pesce arriva dalla zona del Pacifico passando tramite il canale di Suez…» osservava preoccupato qualche giorno fa Simone Guerrini, presidente dei balneari di Confesercenti. Già ieri le preoccupazioni erano divenute più forti, a dimostrazione che man mano che passano i giorni la guerra è destinata ad incidere fortemente anche nel settore turistico e balneare. «Certo, le preoccupazioni crescono. Innanzitutto per la vita e l’incolumità delle persone che di trovano nella zona del conflitto. Poi per tutti i cittadini che subiranno aumenti riguardanti gas, elettricità e benzina-gasolio. Infine per un comprensibile stato di preoccupazione delle persone che potrebbe condizionare negativamente il turismo nelle città d’arte e al mare, con conseguente problema per le attività economiche», conclude Guerrini.
E anche se poi alla fine in Toscana i turisti arriveranno, magari dalle regioni italiane invece che dai Paesi arabi o dalla Russia, così almeno confidano i balneari, sulla stagione che sta per cominciare graveranno comunque gli effetti negativi della guerra, sia per l’aumento delle bollette che per la flessione complessiva dei consumi. Perché anche i turisti che sceglieranno vacanze lungo la costa toscana, spiega Fabrizio Lotti, vicepresidente nazionale dei balneari di Fiba Confesercenti, il potere di acquisto rischia di essere falcidiato dai rincari delle bollette: «La guerra ci renderà tutti più poveri, anche economicamente», osserva.
In generale si respira un clima depresso: «Noi a oggi abbiamo le stesse prenotazioni di un anno fa. Ma l’entusiasmo in questo momento noi balneari non l’ abbiamo» sottolinea Daniele Venturi, bagni Sirena a Marina di Castagneto Carducci. Riflesso di questo stato d’animo è stato l’andamento che ha avuto nei giorni scorsi, a Marina di Carrara, Balnearia, il salone dei prodotti per gli stabilimenti balneari. «In passato con la ricca presenza di migliaia di operatori, vi era una spinta innovativa importante per tutto l’indotto, decine di ombrellifici, attrezzature per la balneazione, per la ristorazione e così via. Ma negli ultimi anni la presenza è scemata.
L’incertezza sta uccidendo la categoria» conclude Sergio Sighieri del Bagno Tirrenia, presidente dei balneari di Cna Pisa.
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8 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 14:46)
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