di
Federica Bandirali

«Le Iene» hanno mandato in onda un video integrale di Siffredi in lacrime

Un fuorionda diffuso dalla trasmissione «Le Iene» mostra Rocco Siffredi mentre scoppia a piangere. E – usando parole molto forti – dichiara: «Non voglio più vivere, però non voglio lasciare il dolore a mia moglie e ai miei figli». 

Il fuorionda è stato trasmesso su Italia 1. Siffredi (all’anagrafe Rocco Tano), secondo fonti di stampa, avrebbe presentato una denuncia per diffamazione contro 20 persone, fra cui 18 donne che, nell’ambito di un’inchiesta delle «Iene» trasmessa nella primavera del 2025, avevano riferito di presunti abusi e pressioni psicologiche sui set. 



















































Con loro gli autori hanno avviato una riflessione sul consenso, un tema quantomai attuale e dibattuto a livello mondiale. 

La difesa dell’ex attore hard contesterebbe un particolare specifico in merito all’intervista rilasciata a Roberta Rei, durante la quale si è discusso delle accuse. 

Secondo la tesi difensiva, infatti, una parte del filmato che mostra Siffredi in lacrime sarebbe stata manipolata, «facendo corrispondere lo spezzone in cui scoppia a piangere alla domanda sui presunti abusi». Quel momento di commozione  – secondo i legali di Siffredi – corrisponderebbe invece al momento in cui «parla del figlio», che in quel frangente si trovava «in ospedale».

«Le Iene» hanno però smentito questa ricostruzione nel corso della puntata di domenica 8 marzo, in un nuovo servizio di Roberta Rei e Francesco Priano. Il programma ha infatto mostrato la sequenza integrale che contiene quel momento di pianto, senza tagli, ripresa con due telecamere. 

Nella sequenza mostrata, infatti, Siffredi non ha mai parlato del figlio, e si è messo a piangere proprio mentre Roberta Rei discuteva della questione dei presunti abusi. 

Durante la ripresa integrale si sentono le parole di Siffredi: «Non voglio più vivere. Non voglio più vivere ma non voglio lasciare il dolore a mia moglie o ai figli. Ho dei momenti molto difficili. Se mi sto facendo aiutare? No».

Come spiegato qui, «i casi di violenza sessuale e psicologica contestati a Siffredi, anche nella sua veste di regista e produttore, sono decine: tra le accuse più gravi quella di aver girato dei contenuti porno, poi immessi nelle vaie piattaforme online, senza il consenso delle donne protagoniste.

Alcune ragazze raccontato di aver partecipato a dei casting che poi sarebbero stati messi in circolo come video hard senza il loro consenso e senza aver ricevuto alcun compenso. Ancora, c’è chi denuncia di essere stata costretta a particolari prestazioni sessuali contro la propria volontà. Accuse che nella denuncia Siffredi smentisce, sostenendo che nulla sarebbe stato fatto contro la volontà delle attrici.

Quanto al mancato consenso si sosterrebbe che fino ad un certo periodo non era previsto. Mentre le attrici che denunciano prestazioni sessuali forzate, secondo l’ex attore le avevano già messe in scena in altri film. A sua difesa Siffredi ha presentato una lista di testi: cameraman e tecnici presenti sui set».

9 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 16:40)