Francesco Da Vinci ospite a «La volta buona» su Rai1 con Caterina Balivo ha difeso il brano «Per sempre sì» che ha vinto Sanremo

Continuano battute e frecciate sul brano vincitore di Sanremo «Per sempre sì» di Sal Da Vinci. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello di Eros Ramazzoti che aveva detto: «Il pezzo non è male: è l’arrangiamento che è un po’ rétro, un po’ vintage, tipo Se bruciasse la città. Anche all’Eurovision non ci rappresenta molto. Ma la gente oggi sente e cerca anche questo».
A rispondere questa volta ci ha pensato Francesco Da Vinci, figlio del cantante, ospite lunedi pomeriggio a «La volta buona» su Rai1, con Caterina Balivo. Ha raccontato di sè, della sua malattia, la meningite avuta quando aveva appena un anno. Poi l’adolescenza vissuta tra sacrifici, rinunce e insegnamenti: dura ma piena di valori. Valori insegnati da papà che ha voluto difendere a spada tratta. Parlando della critica di Eros Ramazzotti all’arrangiamento di «Per sempre sì», definito “retrò”, Francesco Da Vinci ha replicato con ironia ma in maniera ferma: «L’arrangiamento è retrò? L’hanno fatto Mark e Kremont, gli stessi che hanno curato l’arrangiamento dell’ultimo singolo estivo di Jovanotti… forse si devono aggiornare un po’?», ha detto scherzandoci su. Poi, però, ha subito abbassato i toni, riconoscendo il peso delle parole del cantante romano: «Eros è un gigante della musica, può dire quello che vuole». 



















































9 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 17:14)