Cinque uomini in doppia cifra, 97 punti segnati e appena 61 concessi per un +36 finale che non lascia spazio a dubbi: contro Trieste la Pallacanestro Reggiana ha mostrato il proprio lato migliore. Se parliamo di Serie A, infatti, era dal 19 ottobre – contro Varese – che i biancorossi non superavano quota 90 (in quel caso finì 103 a 79), mentre si tratta del successo più ampio sia in campionato che in Fiba Europe Cup, visto che è stato infranto anche il ‘record’ del +35 (100-65) inferto al Bashkimi lo scorso 22 ottobre.

Se da una parte va evidenziato come ai giuliani mancassero uomini importantissimi come Brooks, Markel Brown e Ross, sono comunque tanti i meriti della Una Hotels che è scesa in campo con una determinazione e una chiarezza tattica che quest’anno non si era probabilmente mai vista. I venti giorni di allenamenti effettuati nella pausa hanno infatti permesso allo staff di lavorare sui dettagli e soprattutto di completare l’inserimento di tre elementi come JT Thor, Stephen Brown e Riccardo Rossato. I tre rinforzi che hanno letteralmente cambiato volto e attitudine ad un roster che, inizialmente, era deficitario e sbilanciato.

Non va dimenticato, infatti, che rispetto alle scelte iniziali la squadra è stata sostanzialmente rivoluzionata. Out Cheatham e Smith – di fatto due pretoriani di Priftis che è poi stato costretto ad arrendersi all’evidenza – dentro gli altri giocatori già menzionati. Questo ha ovviamente comportato una redistribuzione del minutaggio, con Vitali e Uglietti che ne hanno fatto le spese a favore dell’ex Trapani e di Tomas Woldetensae. Ultimo, ma non per importanza, anche lo spostamento di Troy Caupain da play puro con la palla in mano per 30-32 minuti a guardia con ‘licenza’ di creare, grazie all’aiuto di Brown.

Parliamo, anche in questo caso, di una vera e propria rivoluzione tecnica che – complice l’esclusione di Trapani – ha trasformato la Pallacanestro Reggiana da squadra destinata ad un’affannosa lotta salvezza a collettivo da playoff (ottavo posto in graduatoria). La pausa, il lavoro e gli aggiustamenti hanno completamente cambiato il destino dei biancorossi che ora possono sognare un epilogo inimmaginabile fino a pochi mesi fa, quando Barford e soci si erano addirittura ritrovati all’ultimo posto.

Francesco Pioppi