Carolyn Bessette è tornata prepotentemente di moda – come se la sua aura fashion fosse mai tramontata – grazie a Love Story, la serie tv firmata da Ryan Murphy (su Disney +) che ripercorre l’escalation sentimentale tra la PR di Calvin Klein e il rampollo della royal family d’America, John Fitzgerald Kennedy Jr, fino alla tragica scomparsa della coppia (e della sorella di lei, Lauren) in un incidente aereo nel 1999. Il carisma dei protagonisti di questa vicenda finita nel dramma che intreccia il costume e la politica dei meravigliosi anni Novanta a Manhattan non smette di affascinare le masse, complice anche la leggendaria ritrosia di Bessette a parlare di sé sui media: non avendo mai rilasciato interviste, di Carolyn sappiamo solo quello che ci ha svelato chi con lei ha percorso un pezzo di cammino.
In questo coro di voci che ha tratteggiato i contorni di un mito dalla fiamma inestinguibile c’è anche quella di Alessandro Benetton, che con Carolyn Bessette ha avuto una storia nei primi anni Novanta, mentre frequentava un Master in Business Administration ad Harvard e lei muoveva i primi passi da Calvin Klein. Di lei l’imprenditore italiano ha parlato nella sua autobiografia La traiettoria (Mondadori, 2022), descrivendola come un intermezzo felice ma fugace in quegli anni formativi.

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Alessandro Benetton nel 2023: è uno dei più importanti e noti imprenditori italiani
“Carolyn è stata la metà felice dei miei anni ad Harvard”
Riavvolgiamo dunque il nastro e torniamo a quell’epoca di cui oggi, grazie a Love Story su Disney +, ci diciamo tutti un po’ nostalgici. Siamo alla fine degli anni Ottanta, il ventiseienne Alessandro, vive e studia in America, prima all’università di Boston e poi ad Harvard, per prepararsi al suo destino nell’azienda di famiglia. Conosce Carolyn, che in quegli anni lavora nello store di Calvin Klein proprio a Boston, perché è una coinquilina di una sua ex compagna di college, Denise. La incontra per la prima volta quando Bessette va a bussare alla sua porta in cerca d’aiuto per rimettere in moto l’auto dell’amica che non vuole saperne di partire. “Ho aperto la porta e mi sono ritrovato davanti due occhi acquosi incorniciati da chiome bionde che sfuggivano a un cappello di lana”, la descriverà Benetton nel suo memoir, 30 anni dopo quel fatidico incontro. “Ogni sfumatura del suo fascino mi cattura a prima vista: certi gesti, il modo in cui le sue labbra sorridono”.
Carolyn Bessette nel 1995
Nei mesi successivi, prima del trasferimento a Londra di Benetton in Goldman Sachs, i due ragazzi si frequentano assiduamente, tra cene eleganti nel prestigioso hotel Waldorf Astoria di New York, escursioni nei boschi del New England, capatine a casa di lei in Connecticut e partite di hockey, di cui Carolyn in quegli anni è una fan accanitissima, tutta urla e veemenza sugli spalti. Un’immagine molto lontana, questa, da quella che ci è stata restituita dagli scatti e dai racconti di chi l’ha incontrata nella sua breve vita – aveva 33 anni quando è morta col marito John, schiantandosi nelle acque dell’oceano Atlantico – e che invece mette a fuoco la fisionomia di una donna passionale e risoluta. “Mi piacque all’istante, era originale, fuori dagli schemi. Sempre molto elegante nel portamento, anche quando faceva la ragazzaccia. Per lei mi misi persino a pattinare, uno dei pochi sport che proprio non mi vengono bene”, racconterà Alessandro Benetton nel 2017 in un’intervista su Vanity Fair.
In un’altra intervista l’imprenditore descriverà Carolyn come “la metà felice dei miei anni ad Harvard, come io della sua“. La passione è fugace ma significativa, la relazione si esaurisce in pochi mesi perché i due giovani sono nel pieno delle rispettive carriere – Bessette da lì a poco si sarebbe trasferita a New York per lavorare nell’headquarter di Klein, diventandone poi una publicist di punta – e non vedono prospettive per quell’amore sì importante ma non destinato a durare. “Io avevo 26 anni, ero in quel momento magico in cui tutto il mondo ti si schiude davanti. Finì, senza traumi, quando tornai in Italia”, dirà Benetton di quell’epilogo fulmineo ma allo stesso tempo non traumatico.
La storia d’amore tra Alessandro Benetton e Carolyn Bessette è citata e confermata anche nel libro biografico di Elizabeth Beller, Once Upon a Time, in cui la giornalista (e amica della publicist) ha raccontato molti risvolti privati della vita sentimentale di Carolyn. Dopo Benetton e prima di sposare John Kennedy Jr. nel 1996, Bessette ha infatti avuto alcune storie d’amore più o meno importanti, dal giocatore di hockey John Cullen al modello e poi volto della serie Baywatch Michael Bergin. E lo stesso Alessandro Benetton, tornato in Italia per abbracciare il suo destino, ha prima sposato la campionessa di scii Deborah Compagnoni, dalla quale ha avuto tre figli e si è separato nel 2021 dopo 13 anni e poi ha iniziato una relazione con Gloria Tonon, la sua attuale compagna. Quell’effimero periodo con Carolyn, però, l’imprenditore non lo ha mai dimenticato.
Alessandro Benetton sul matrimonio di Carolyn e John Kennedy Jr: “L’ho scoperto dai giornali”
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Carolyn Bessette con John Kennedy Jr.
Sempre a Vanity Fair, Benetton ha raccontato di aver scoperto del fidanzamento di Carolyn Bessette e John Kennedy Jr. dai giornali. “Lo scoprii leggendo il titolo di copertina di un magazine di gossip: ‘Kennedy ruba la sposa a Benetton’. Non l’avevo più sentita. Ma non mi stupii: Carolyn era molto attraente, avrebbe potuto avere chiunque“. L’imprenditore ha incontrato il figlio del presidente Kennedy e Jackie solo in un’occasione, prima del fatidico fidanzamento con Bessette e poi avrebbe dovuto rivederlo dopo il loro fidanzamento per un’intervista su George, il magazine di politica e attualità fondato da John John. “All’ultimo momento cancellò l’appuntamento. I media americani avevano scritto abbondantemente di me e Carolyn, forse voleva evitare pettegolezzi. Pensavo che ci sarebbero state altre occasioni”. Ma quell’opportunità non si è mai più ripresentata: nel 1999 John Fitzgerald Kennedy e sua moglie sono morti in un tragico incidente, consegnando la loro vita al mito e la loro memoria a chi ha avuto la fortuna di incrociarne la traiettoria.
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