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Maria Giovanna Faiella
Un milione gli italiani colpiti, tra cui Chiara Mazzel, oro paralimpico. Intervista al professor Francesco Bandello (San Raffaele): «Misurare la pressione degli occhi già a partire dai 40 anni»
Chiara Mazzel è medaglia d’oro nel superG femminile vision impaired alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, dopo aver vinto l’argento in discesa libera.
Chiara ha un glaucoma diagnosticato all’età di diciotto anni e che, in poco tempo, le ha tolto quasi completamente la vista.
Si stima che nel mondo siano oltre 80 milioni le persone colpite da glaucoma, in Italia circa un milione, ma almeno la metà non sa di avere la malattia.
È noto come il «ladro silenzioso della vista» poiché nelle fasi iniziali non dà sintomi. Ma il glaucoma avanza nell’ombra e, se non diagnosticato in tempo, può causare persino la cecità.
«Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma» è lo slogan scelto dalla Fondazione IAPB Italia – Sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità in occasione della Settimana mondiale del glaucoma (8-14 marzo), per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce di questa malattia che è tra le principali cause di cecità irreversibile a livello mondiale.
Ma che cos’è il glaucoma? Come e perché può «rubare» la vista? È possibile prevenirlo e come? Quali sono i sintomi e perché è importante la diagnosi precoce? Esistono terapie in grado di guarire o quantomeno di tenere sotto controllo la malattia?
Ecco le risposte a queste e altre domande con l’aiuto di uno dei maggiori esperti in materia, il professor Francesco Bandello, primario dell’Unità Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e ordinario di Oftalmologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, nonché componente del Comitato scientifico di IAPB (acronimo inglese di Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità ets).
Diversi tipi di glaucoma
Premette il professor Bandello: «Innanzitutto è più corretto parlare di glaucomi, al plurale, poiché si tratta di condizioni tra loro molto differenti e che hanno un tratto in comune: il danno al nervo ottico. Ciò può avvenire con modalità acute o croniche, primitive o secondarie. Questo danno è particolarmente grave poiché le cellule che formano il nervo ottico sono cellule “perenni” e, di conseguenza, non potranno mai rigenerarsi. Il glaucoma più frequente è quello cronico, che danneggia lentamente, giorno dopo giorno, le fibre del nervo ottico; dal punto di vista funzionale si traduce in un restringimento graduale del campo visivo, talmente lento da far sì che il paziente si abitui alla condizione patologica senza esserne consapevole – sottolinea l’esperto –. Questo può causare una diagnosi tardiva e un danno funzionale importante e irreversibile, tanto che il glaucoma può portare alla cecità. Da qui la definizione di ladro silenzioso della vista».
Il glaucoma «acuto», invece, colpisce un numero minore di pazienti, ma provoca un quadro sintomatologico eclatante dominato da una cefalea intensa, talvolta associata a nausea, vomito, svenimento, così da simulare patologie che non fanno pensare a un problema oculare.
Spiega il professor Bandello: «Il cosiddetto glaucoma acuto è dovuto a un’alterazione della conformazione dell’occhio, caratterizzata da uno spazio anatomico ridotto, in corrispondenza di quella zona in cui l’umore acqueo esce dall’occhio».
Controllo della pressione oculare
Misurare la pressione oculare è fondamentale per individuare i pazienti con glaucoma o a rischio di svilupparlo.
«Sappiamo che la pressione oculare è il frutto di un equilibrio tra quantità di umore acqueo che viene prodotta nel tempo in strutture che si chiamano corpi ciliari e la quantità di umore acqueo eliminata, cioè che fuoriesce dall’occhio – riferisce lo specialista –. Quando sono in equilibrio, di solito la pressione dell’occhio ha valori entro 20 millimetri di mercurio. Quando invece questo equilibrio si altera, a causa della riduzione della quantità di umore acqueo che esce dall’occhio, la pressione oculare comincia a salire. In caso di glaucoma cronico non si avvertono sintomi, mentre se il glaucoma è acuto la pressione oculare può arrivare fino a 40-50-60 millimetri di mercurio, e sono più evidenti i sintomi della malattia».
Glaucoma acuto: sintomi, diagnosi, trattamenti
Quali sono i segnali «spia» del glaucoma acuto? «Il glaucoma acuto si presenta con sintomi che a volte non fanno pensare a una malattia degli occhi – dice Bandello –. In genere il paziente avverte un dolore intenso all’occhio, riferisce di aver avuto mal di testa nei giorni precedenti; in alcuni casi può avere una sindrome vagale, quindi sviene o vomita. È difficile che il paziente riesca a capire di cosa si tratti e, soprattutto, che vada dall’oftalmologo. Il glaucoma acuto è più facile da diagnosticare da personale specialista in oftalmologia, un po’ meno dagli altri medici. Riconoscere i sintomi tempestivamente, invece, serve ad arrivare alla diagnosi, e quindi a intervenire subito».
Quali sono le terapie indicate per il glaucoma acuto?
Spiega l’esperto: «Si utilizzano colliri miotici che servono a stringere la pupilla, quindi a liberare l’angolo dell’occhio dove fuoriesce l’umore acqueo; occorre prendere dei farmaci che servono a disidratare l’occhio. Se questi trattamenti non sono fatti in breve tempo si può perdere la vista, poiché avere per molto tempo una pressione oculare molto alta può provocare la chiusura dell’arteria centrale della retina, con danni irreversibili».
Glaucoma cronico: diagnosi, come prevenirlo, terapie
In caso di glaucoma cronico il paziente non avverte sintomi, almeno nelle fasi iniziali. È possibile prevenirlo e come?
«L’informazione è il primo antidoto, da qui l’importanza di campagne di sensibilizzazione come quelle promosse da Iapb – sottolinea il professor Bandello –. Bisogna innanzitutto informare le persone che è opportuno misurare la pressione degli occhi già a partire dai 40 anni, l’età in cui di solito anche chi non ha particolari problemi agli occhi va dall’oculista perché la visione vicina comincia a essere compromessa con la presbiopia e ha bisogno di mettere gli occhiali. Da qui l’importanza di fare controlli periodici ogni 2-3 anni» suggerisce l’esperto.
Ci sono fattori di rischio che predispongono al glaucoma?
«Il principale fattore di rischio – ricorda l’esperto – è la familiarità, cioè avere parenti che soffrono o hanno sofferto di glaucoma. Quindi, bisogna essere consapevoli che si è maggiormente predisposti a sviluppare la malattia e controllare periodicamente la pressione oculare. In ogni caso si consiglia anche a persone che non hanno problemi agli occhi di fare, a partire dai 40 anni, controlli periodici e misurare la pressione oculare. La diagnosi del glaucoma si basa su tre fattori: la pressione alta dell’occhio, alterazioni del campo visivo, alterazioni del nervo ottico».
Anche se non si guarisce, esistono trattamenti in grado di arrestare la progressione del glaucoma cronico arginando i danni?
«Nella maggior parte dei casi miriamo ad abbassare la pressione oculare – risponde il professor Bandello –. Da anni abbiamo a disposizione prima di tutto dei colliri, che sono in grado da un lato di ridurre la produzione di umore acqueo all’interno dell’occhio, dall’altro di aumentare la fuoriuscita dell’umore acqueo: entrambi i metodi sono in grado di migliorare la pressione oculare, e quindi di ridurre la probabilità di avere dei danni importanti. Se i colliri non funzionano, sono disponibili trattamenti laser, infine si può ricorrere all’approccio chirurgico. Una volta gli interventi erano molto invasivi, oggi lo sono sempre meno, per esempio si utilizzano piccolissime valvole che vengono inserite da una parte all’interno dell’occhio dove c’è l’umore acqueo, dall’altra sotto la congiuntiva: si ha la fuoriuscita ulteriore di umore acqueo dall’occhio e la pressione oculare scende. Se non si riesce a risolvere neanche con le valvole, c’è la possibilità di ricorrere ad altri tipi di intervento. Inoltre, – aggiunge l’esperto – oggi esistono anche farmaci neurotrofici che mirano a fornire al nervo ottico i metaboliti utili – tra cui la citicolina – per far sì che il nervo ottico sia più resistente al danno, sia maggiormente capace di resistere all’insulto pressorio e a tutti quei problemi che il glaucoma comporta».
Controlli gratuiti fino al 14 marzo. Numero verde IAPB Italia
In occasione della settimana mondiale del glaucoma, anche quest’anno IAPB Italia è in prima linea sul fronte della prevenzione con una campagna di sensibilizzazione, mirata a promuovere la conoscenza di questa malattia tra i cittadini e a dare informazioni su come prevenirla e affrontarla prima che sia troppo tardi. Fino al 14 marzo, organizza insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) controlli oculistici gratuiti in circa 80 città, al fine di individuare possibili fattori di rischio (l’elenco delle città coinvolte si può consultare sul sito www.settimanaglaucoma.it). È attivo tutto l’anno, invece, il servizio di consulenza telefonica – non solo per il glaucoma ma anche per altri problemi relativi agli occhi – offerto gratuitamente da IAPB Italia: al numero verde 800 068506 risponde un medico oculista dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13.
9 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 15:25)
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