di
Francesco Bertolino

La società guidata dal fisico italiano Sciortino forma un consorzio industriale per costruire il primo «stellarator» sperimentale in Germania e poi realizzare una centrale entro la fine del prossimo decennio

L’industria europea sfida Stati Uniti e Cina nella corsa alla fusione nucleare. Oltre trenta aziende, fra cui le italiane Eni e Walter Tosto, hanno deciso di formare un consorzio per realizzare Alpha, una centrale a fusione nucleare sperimentale basata sulla tecnologia del confinamento magnetico. L’obiettivo è replicare sulla Terra le reazioni che alimentano il Sole e le altre stelle e intrappolare il plasma così prodotto — troppo caldo per qualsiasi materiale — tramite un anello magnetico denominato stellarator.

L’accordo in Baviera

Al centro del progetto c’è una startup europea, Proxima Fusion, guidata dal fisico italiano Francesco Sciortino. Ieri la società nata dal Max Planck ha avviato il percorso per trasformare la ricerca — in cui l’Ue eccelle — in un progetto industriale. Proxima Fusion ha infatti siglato un protocollo d’intesa con il colosso dell’energia tedesco Rwe, il Land della Baviera e l’istituto Max Planck per accelerare il percorso verso la prima centrale a fusione nucleare basata sulla tecnologia stellarator.



















































I fondi pubblici e privati

I quattro firmatari hanno concordato di cominciare da uno stellarator dimostrativo, Alpha, alla cui costruzione collaboreranno le 30 aziende europeo parte del consorzio. La sua realizzazione richiederà investimenti per circa 2 miliardi: Baviera e Proxima si sono detti già pronti a mettere 400 milioni ciascuno, e anche Rwe si è detta disponibile a partecipare finanziariamente. La missione di Alpha è ottenere per la prima volta un bilancio energetico positivo dalla fusione nucleare, producendo cioè una quantità di energia superiore a quella necessaria a generare la reazione.

I tempi del progetto

Questo è l’ostacolo contro cui sinora si è schiantato ogni progetto in materia e che tutte le startup del mondo mirano a superare. Grazie alla collaborazione pubblico-privata, Proxima è convinta di riuscirci entro il 2031. Se l’esperimento avrà successo, la startup ha già individuato dove costruire entro la fine del prossimo decennio una centrale a fusione nucleare, la prima in Europa, di nome Stellaris. L’impianto sorgerà a Gundremmingen, in Baviera, nel sito di una ex centrale nucleare proprio di Rwe in via di smantellamento.

Gli investimenti

L’accordo siglato ieri «è un segnale forte e visibile a livello internazionale che dimostra come l’Europa stia plasmando attivamente il suo futuro energetico», ha detto Sciortino. I progetti di fusione nucleare stanno ottenendo investimenti in quantità: gran parte dei fondi è andata sinora alle startup statunitensi, mentre le sette startup europee hanno ottenuto circa un miliardo, il 10% del totale. Dalla fondazione nel 2023, in particolare, Proxima ha raccolto 200 milioni, anche da soggetti italiani come Cdp Venture, i fondatori di Satispay e club degli investitori.

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10 marzo 2026