Maldive – La situazione è grave ma non seria. Arrivati alle Maldive ai primi del mese radio fante aveva già cominciato a battere la notizia: voli sospesi fino al 4 marzo. Fra i tavoli dei resort qualche smanettone dell’internet proponeva già strategie cervellotiche: Azerbaijan oppure Turchia. I voli diretti con l‘Europa sono già tutti esauriti. Altrimenti ci sarebbe un Male-Pechino-Milano intorno ai 4.000 euro. Ma bisogna far presto. Pochi posti ancora. Ci tranquillizzano le prime notizie dall’Italia. Ci saranno dei voli straordinari. Allora nessun problema: il nostro volo è fissato per l’8 ed è confermato. Ma le voci serpeggiano sempre più forti. Tutto chiuso. A qualunque prezzo.
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L’atollo di Baa, isola di Hirundhoo, Maldive
Scriviamo al tour operator, alla Farnesina, al consolato di Malé e all’ambasciata di Colombo. Le notizie dei primi morti. Le distruzioni. La app “italiani nel mondo” il 7 di marzo ci informa che per l’8 sarà organizzato un volo straordinario: “State pronti e con mille dollari in mano, a testa. Vi faremo sapere”. Il 7 alle quattro di notte è emesso un nuovo comunicato: “Alle 11.00 vi daremo informazioni su di un nuovo volo per il 9 marzo. State pronti e con mille euro in mano. Vi faremo sapere” .
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Impossibile prenotare. I posti sono riservati a bambini e fragili. Ma noi abbiamo la carta vincente: il nostro tour operator e la nostra compagnia aerea: la migliore per gli stati del Golfo e India. Hanno già vinto tutti i primi eccetto l’Ambrogino, ma sono ancora in gara. Ci cancellano il volo dell’8, poi del 9, del 10 e del 12 marzo. Tutti nel solito modo: la compagnia permette la prenotazione del volo e lo conferma. Di solito verso le 4 / 5 di notte del giorno prima un messaggio avverte della cancellazione.

I passeggeri all’aeroporto di Malé, nelle Maldive
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Più spesso lo sappiamo già dalle nostre app. I sonni non sono più molto tranquilli. Stamani alle 5 di mattina eravamo già operativi cercando rotte impossibili via tutti gli scali del mondo eccetto Doha e Abu Dhabi. Siamo ancora in attesa di risposte da consolati, ambasciate, ministero. Ci saranno altri voli per l’Italia? Ci sarà posto anche per noi o dobbiamo diventare bambini o fragili? Alziamo le mani e gli occhi al cielo. Le nostre credenze non sono molto solide e il pensiero può andare solo a Marty Feldman e al suo intramontabile Igor (pronuncia: Aigor): “Potrebbe andare peggio; potrebbe piovere”. Nel frattempo siamo stati ricollocati in una stanza con un muro davanti alla finestra. Sarà un segno?
“Per quanto riguarda i cittadini italiani” nelle aree toccate dalla guerra o bloccate dagli effetti collaterali, “la situazione migliora di ora in ora perché stanno riprendendo molti voli di linea, quindi direi che non c’è più l’emergenza. L’unico punto ancora critico sono le Maldive, dove però non c’è la guerra. Sono italiani che stanno cercando di rientrare. Ci sono voli di linea normali, ma i voli di linea che hanno ripreso non sono sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi”, ha spiegato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina: “Stiamo rinforzando anche la nostra organizzazione a Malé, dove sono arrivati altri funzionari. Abbiamo risolto a Colombo, si sta lentamente risolvendo anche la situazione in Thailandia. Pur rimanendo una situazione preoccupante per gli attacchi, non ci sono italiani che vogliono rientrare in Italia. Rimangono quelli residenti. Abbiamo lasciato i rinforzi inviati nelle diverse sedi per aiutare ambasciate e consolati ad assistere tutti gli italiani qualora dovesse esserci un peggioramento della situazione. Per ora la situazione di emergenza è rimasta soltanto nelle Maldive“.

