Un eventuale attacco a Kharg non rimarrebbe poi senza conseguenze da parte iraniana. Il regime di Teheran sarebbe infatti in grado di colpire duramente gli impianti petroliferi dei Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti, rendendo ancora più pesante una situazione già grave, col prezzo del greggio che si è impennato dall’inizio del conflitto. Secondo il think tank Usa Center for Strategic and International Studies, un blocco o la presa dell’isola potrebbe portare una riduzione di 1,6 milioni di barili al giorno per le esportazioni di greggio dall’Iran, contribuendo a un’ulteriore crescita del prezzo del petrolio pari ad almeno 10-12 dollari al barile. Se poi le infrastrutture di carico o i serbatoi di stoccaggio presenti a Kharg dovessero essere distrutti, il prezzo del greggio potrebbe arrivare a superare i 100 dollari al barile.