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Alessandro Fulloni

Per Nicolas Féraud niente autosospensione, come avevano ipotizzato in molti, ma solo la «ricusazione dai fatti riguardanti la tragedia». L’interrogatorio alla procura di Sion è previsto il prossimo 13 aprile

Niente dimissioni, come avevano ipotizzato in molti. Ma solo la rinuncia a seguire le pratiche riguardanti l’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Per il resto il sindaco Nicolas Féraud continuerà a lavorare «con serenità». Il comunicato che ha inviato alla stampa nel pomeriggio di martedì è semplicemente surreale. E rivaleggia con quanto accadde qualche giorno dopo la strage, quando, inseguito dai cronisti, rifiutò di pronunciare il vocabolo «scuse». 
Alla prima riunione in consiglio comunale – quella, addirittura chiamata «di crisi», convocata dopo la notizia dell’avviso di garanzia che gli indirizzato la Procura di Sion lo scorso 5 marzo-  il  primo cittadino ha formalmente informato i consiglieri di essere indagato e «si è offerto spontaneamente di astenersi per il resto della seduta». Poi, «per garantire la gestione dei fascicoli relativi» alla tragedia di Capodanno, quella in cui sono morte 41 persone nel rogo al Constellation, «l’Esecutivo ha nominato il consigliere Sébastien Rey». Una scelta «alla luce della sua vasta esperienza manageriale acquisita come funzionario di stato maggiore e come dirigente d’azienda».

Dal 1° gennaio, «il Consiglio Comunale ha lavorato per accertare i fatti –  si legge nel comunicato – e determinare le responsabilità in collaborazione con la Procura della Repubblica.» L’interrogatorio di Féraud, convocato dalla procura il prossimo 13  aprile e che è sotto inchiesta – come gli altri 9 indagati tra cui i coniugi Moretti – per omicidio, lesioni e incendio dolosi,  «consentirà alla Giustizia di ottenere le risposte necessarie per le sue indagini. L’audizione del presidente dimostra l’impegno nell’accertamento dei fatti e nell’attribuzione delle responsabilità»



















































«Mi aspettavo di essere ascoltato dalla Procura della Repubblica nell’ambito di questa indagine. Una tragedia di questo tipo solleva inevitabilmente molti interrogativi. È giusto che le autorità forniscano risposte – afferma il sindaco -, come le vittime, e quindi la società, si aspettano. In questo contesto, potrò collaborare pienamente con la Procura della Repubblica affinché i fatti possano essere accertati». La ricusazione «da tutti gli aspetti relativi alla gestione delle conseguenze della tragedia  ha effetto immediato». Resta comunque in carica «per gli affari correnti». Certo, in questa storia «gli interrogativi sono tanti», come  afferma Féraud. Una certezza però c’è: anche in questo comunicato ufficiale la parola «scuse» non compare.

10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 17:21)