di
Elisabetta Andreis
La scelta è maturata «all’esito di una sofferta riflessione sulla situazione complessiva», per evitare «la dispersione del patrimonio aziendale», tra risultati di esercizio negativi, prospettive difficili e un conflitto interno tra soci definito «gravoso»
«La società Hoepli S.p.A. ha deliberato lo scioglimento volontario e la messa in liquidazione». La decisione arriva dall’assemblea dei soci appena finita e pare mettere la parola fine ad una storia che durava dal 1870. La società spiega che la scelta è maturata «all’esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva», tra risultati di esercizio negativi, prospettive difficili del mercato editoriale e un conflitto interno tra soci definito «gravoso». L’obiettivo dichiarato è garantire una procedura «imparziale ed efficiente» che tuteli creditori, dipendenti e soggetti coinvolti, preservando per quanto possibile il valore del patrimonio aziendale.
La decisione arriva al termine di settimane di tensioni interne e di forte attenzione pubblica sul futuro della società che riunisce libreria e casa editrice. Sullo sfondo resta il conflitto tra i soci — i tre fratelli Hoepli e il cugino Giovanni Nava, titolare di poco più del 33 per cento delle quote — che negli ultimi giorni era emerso apertamente anche attraverso una intervista sul Corriere della Sera. Finora invece l’azienda aveva scelto il silenzio: «Pur a fronte dell’attenzione mediatica riservata da ultimo alle vicende societarie e occupazionali di Hoepli, nonché delle indebite affermazioni di soggetti non autorizzati, il silenzio e il riserbo mantenuti sino ad oggi sono stati imposti dalla necessità di non anticipare fatti rilevanti prima dell’assunzione delle necessarie determinazioni da parte degli organi competenti – è la voce della società -. La decisione odierna consente ora di dare conto in modo compiuto del percorso deliberativo seguito, in un quadro di indipendenza, equilibrio e responsabilità».
La scelta della liquidazione — si legge — rappresenta ora «la soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale».
La gestione della liquidazione è stata affidata alla legale Laura Limido, scelta — si legge nella nota — per le «indiscusse competenze professionali e l’esperienza specifica maturata nella conduzione di procedure liquidatorie». Ieri era arrivato l’auspicio del sindaco Beppe Sala («Hoepli è un patrimonio della città e spero davvero che si trovi una soluzione», con appello al senso di responsabilità delle parti). E oggi la giornata si è aperta con la mobilitazione dei lavoratori. I 49 librai e quasi altrettanti dipendenti della Hoepli avevano proclamato uno sciopero simbolico dalle 15 alle 16, proprio mentre si riuniva l’assemblea dei soci davanti al notaio. Nel comunicato diffuso dai sindacati Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom, i lavoratori avevano denunciato l’assenza di un piano industriale di rilancio e chiesto chiarezza sul futuro dell’azienda. Per sabato i sindacati confermano iniziative pubbliche a partire da un flash mob alle 11 davanti all’ingresso della libreria di via Hoepli, per chiedere la salvaguardia della realtà culturale e del lavoro dei dipendenti.
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10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 18:16)
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