di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Sul podio i gemelli di Google, Larry Page e Sergey Brin. Nessun italiano nella top 10, ma Andrea Pignataro supera Giovanni Ferrero tra i più ricchi d’Italia
Se la ricchezza fosse una corsa, quest’anno non ci sarebbe gara. In testa corre Elon Musk e il resto del gruppo lo segue da molto lontano. La nuova classifica dei miliardari pubblicata da Forbes consegna all’imprenditore sudafricano naturalizzato americano un primato senza precedenti: 839 miliardi di dollari di patrimonio, la cifra più alta mai registrata nella storia del ranking.
L’impero di Musk e il traguardo del trilione
Un anno fa erano 342 miliardi. In dodici mesi, dunque, la ricchezza di Musk è cresciuta di quasi 500 miliardi, trainata soprattutto dalle valutazioni delle sue aziende, dalla casa automobilistica elettrica Tesla alla società spaziale SpaceX, fino alla piattaforma social X e alla startup di intelligenza artificiale xAI. Un salto che lo rende la prima persona a superare gli 800 miliardi di dollari. E peraltro, secondo molti osservatori, il balzo non è terminato: gli affari di Musk potrebbero portarlo nei prossimi anni a raggiungere un traguardo finora solo teorico: un patrimonio da un trilione (mille miliardi) di dollari.
Musk continua a restare la figura simbolo di una nuova generazione di imprenditori che uniscono industria, tecnologia, eccessi e ambizioni quasi futuristiche. Dai razzi riutilizzabili alle auto elettriche, fino all’intelligenza artificiale, il suo impero industriale continua ad espandersi. E con esso, almeno per ora, anche la distanza tra il primo posto e il resto del mondo dei miliardari.

Ma il ranking di Forbes segnala anche il balzo di Donald Trump. L’attuale presidente degli Stati Uniti è molto lontano dalla top ten, ma vede comunque crescere il patrimonio netto a 6,5 miliardi di dollari, con un aumento di circa il 27% nell’ultimo anno, che lo porta al 636esimo posto nella classifica mondiale. Un risultato che suggerisce come la presidenza, almeno sul piano patrimoniale, non sembri nuocere ai suoi affari. La parte più consistente dell’aumento del patrimonio del tycoon sembra legata alle iniziative nel settore crypto. Secondo analisi dei dati finanziari, le attività in criptovalute della Trump Organization hanno generato centinaia di milioni di dollari di ricavi. Dalle disclosure governative emerge anche che Trump ha effettuato investimenti nei mercati obbligazionari, tra cui l’acquisto di oltre 1,1 milioni di dollari di obbligazioni Netflix tra dicembre e gennaio.
Sul podio Page e Brin
Tornando alla top ten dei più ricchi del mondo, per scoprire chi c’è al secondo posto ci si deve allontanare moltissimo dal patrimonio di Elon Musk: con soli (si fa per dire) 257 miliardi di dollari Larry Page sale sul podio insieme al suo storico socio alla guida di Google, Sergey Brin, fermo a 237 miliardi. Il fondatore di Amazon Jeff Bezos si colloca invece al quarto posto con 224 miliardi, appena davanti a Mark Zuckerberg, che vanta 222 miliardi.
La classifica prosegue con Larry Ellison, il magnate del lusso Bernard Arnault, il re dei chip per l’intelligenza artificiale Jensen Huang, l’investitore leggendario Warren Buffett e l’imprenditore della moda Amancio Ortega.
Domina la tecnologia
Se si guarda la classifica nel suo insieme, emerge una tendenza chiara: la tecnologia domina le grandi fortune globali. Sette dei primi dieci miliardari devono la propria ricchezza a piattaforme digitali, semiconduttori o innovazione tecnologica. Il potere economico globale si concentra sempre più nelle industrie che guidano la trasformazione digitale.
Il rapporto 2026 di Forbes fotografa anche un altro fenomeno: la crescita del numero dei super-ricchi. Nel mondo ci sono oggi 3.428 miliardari, circa 400 in più rispetto a un anno fa, con una ricchezza complessiva salita al record di 20.100 miliardi di dollari, contro i 16.100 miliardi del 2025.
Gli italiani
Nella top ten non compare nessun italiano. Nel febbraio scorso, Forbes Italia nella classifica in tempo reale dava al primo posto tra gli italiani l’imprenditore finanziario Andrea Pignataro, fondatore del gruppo fintech Ion, che si colloca intorno alla trentesima posizione globale con un patrimonio superiore ai 40 miliardi di dollari. La vera sorpresa risulta proprio il suo primato nazionale: Pignataro, figura molto meno nota al grande pubblico rispetto ad altri industriali italiani, ha infatti superato Giovanni Ferrero, erede dell’impero dolciario Ferrero, che per anni aveva guidato la classifica dei più ricchi d’Italia. Un sorpasso inatteso che segnala anche il peso crescente della finanza tecnologica rispetto all’industria tradizionale.
Nato a Bologna nel 1970, Pignataro è noto per la sua riservatezza: pochissime interviste, rarissime fotografie, una vita distribuita tra St. Moritz e diverse proprietà internazionali. Dopo la laurea in Economia, ha conseguito un dottorato in Matematica all’Imperial College di Londra. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un «genio dei numeri», dotato di memoria prodigiosa e straordinaria capacità di ragionamento quantitativo. Prima di mettersi in proprio, e fondare Ion nel 1999, ha lavorato nella banca d’affari di Wall Street Salomon Brothers, poi confluita in Citigroup.
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10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 20:23)
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